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Sunday, January 20, 2013

D'accordooooo?


Buongiorno a tutti,



visto che in Italia siamo in campagna elettorale, almeno io cercherò di mantenere le promesse di tenere il video sotto i due minuti e per riuscirci ho scelto di parlare oggi di una parola brevissima e molto usata: enig. Proprio cosí, si scrive enig ma si pronuncia eni, la g è muta. At være enig vuol dire essere d'accordo, ma non si usa come diceva Vanna Marchi, “D'accordoooo?”. Anche se la parola è semplice, dobbiamo fare un po' d'attenzione a come e quando si usa.

Innanzitutto, come si usa: con significato positivo si dice semplicemente “enig” alla fine di un discorso o di un concetto espresso dal nostro interlocutore. Si può dire anche “Jeg er enig”, ma enig è sufficiente.
Se invece il significato è negativo, dobbiamo fare un piccolo sforzo in più e dire “jeg er uenig”, cioè io sono in disaccordo. La g finale è sempre muta ma è importante fare sentire la u iniziale che, come sappiamo, cambia il significato delle parole da positivo a negativo. (Per esempio, vi ricordate che gli articoli possono essere determinati – bestemt o indeterminati – ubestemt?). Se ci pensiamo in italiano, può sembrare un po’ forte; tuttavia, il danese è pieno di espressioni un po’ tranchantes. Per esempio, è normale dire che non abbiamo capito quello che l’altro dice con una espressione che in italiano suona forte come: “non credo di avere capito quello che dici” (jeg tror ikke at jeg forstår det der du siger…ok, non è cosí facile da ripetere in un colpo solo J).  

Poi, quando si usa “enig”. Come abbiamo visto sopra, si può usare con significato affermativo o negativo, ma non si usa mai nelle frasi interrogative. Per esempio, se si vuole chiedere all’interlocutore se è d’accordo, non si dice “Er du enig?” (sei d’accordo?). Si usa piuttosto una espressione più aperta: “Hvad synes du?” (che ne pensi?). Oppure, se ha gli occhi sbarrati e sembra che lo abbiamo perso per strada, “er du med?” (letteralmente, “sei con (me)?”, cioè, “mi segui?”). Qui è il ragionamento inverso a quanto dicevo prima sulle espressioni tranchantes… alla faccia di chi dice che il danese è noioso: chiedere direttamente se qualcuno è d’accordo…è proprio troppo diretto. Inoltre, in Danimarca è buona regola chiedere se gli altri sono d'accordo. Ricordiamoci che una società basata sul consenso vuol dire chiedere il parere di tutti (anche se poi nessuno ci impedisce di fare quello che vogliamo lo stesso :) )

Quindi ricapitolando: possiamo essere enig od uenig, ma non dovremmo chiedere se qualcuno è d’accordo con noi, quanto cosa ne pensa.

E adesso sí, come diceva Vanna Marchi: "D'accordoooo?".

Un abbraccio a tutti e buona settimana.
Francesco

Monday, January 7, 2013

Buon Natale e Buon Anno Nuovo!





No, non è un augurio, o per lo meno non solo. La verità è che l’ho detto talmente tante volte quasi automaticamente che alla fine mi è venuta voglia di scrivere un post e facri un video.
Quindi per prima cosa mi sono fatto crescere la barba da Babbo Natale (che qui si chiama Julemand, ossia l’uomo di Natale), giusto per darmi un tono, anche se ancora mi manca qualche anno e qualche spavento (e con l’aiuto della cucina danese, qualche chiletto) per essere credibile.
Comunque, non siamo qui per parlare di me ma per parlare di Natale e Capodanno.
Come si dice in Danese? Sì, lo so che sono appena passati ed avrei dovuto svegliarmi prima. Ma non siamo qui per parlare di me… Comunque, si dice “God Jul og godt nytår”.



In realtà, si direbbe glædelig Jul. Glædelig vuol dire felice (per chi parla inglese, glad), ma non volevo farlo più complicato di quello che già è. Inoltre, questa espressione mi permette di paragonare la pronuncia di god e godt.
Vi ricordate che in un altro post avevo parlato della d che ha un suono un po’ strano, tipo con la lingua fuori dai denti? Bravi. Naturalmente, visto che siamo in Danimarca, niente ha un solo suono (alla faccia di chi dice che è un paese noioso…In particolare, come potete sentire, in god la d diventa muta e la o ha un suono ottuso (spero non ci sia nessun linguista all’ascolto…anzi sì che ci sia, così almeno mi insegna…linguistaaaaaaa). Invece, in godt la d si accoppia alla t e la o diventa acuta.
Questa differenza nella pronuncia si applica a tutte le parole dove appare. O seguida da d è ottusa, o seguita da dt è acuta.
Ma soprattutto: perché con Jul mettiamo god e con år usiamo godt? Vi ricordate uno dei primi posts, dove dicevo che il danese non ha il genere e che i sostantivi si dividono in parole en e parole et? Beh Jul è una parola en (den Jul) mentre år è una parola et (det år). Gli aggettivi seguono il ”genere” del sostantivo e mentre i sostantivi en lasciano l’aggettivo generalmente invariato, i sostantivi et aggiungono generalmente la t alla fine dell’aggettivo. Quindi…god Jul og godt nytår!
Pensavate che fosse finita? E invece no! Concludo con una piccola nota sociale. Godt nytår ha la stessa funzione di tak for sidst. Serve a riallacciare i contatti dopo l’anno nuovo. Questo vuol dire che possiamo usarlo sempre, senza timore, almeno fino alla fine di gennaio quando rivediamo per la prima volta persone che conosciamo.
OK adesso siamo davvero alla fine. Spero di essere riuscito a manterere la promessa elettorale di stare sotto i due minuti.
Come annunciato in un altro post, ora c’è anche la pagina Facebook di Lezioni di Danese, dove posterò sia i posts sia altre notizie succulente. Fatemi sapere cosa ne pensate come sempre, anche suggerimenti per prossimo posts!
A presto.
Un abbraccio,
Francesco 

Wednesday, August 29, 2012

Rødgrød med fløde



Buongiorno a tutti, anzi god morgen. Scusate ancora il ritardo (ed i capelli) ma come ho detto in un altro post, la settimana scorsa ero a Bruxelles, e scusate anche la voce e le occhiaie, ma è stata una settimana...come dire? Intensa. Diciamo che ho fatto la mia parte per sostenere l'economia locale. Comunque, passiamo alla nostra lezione di danese per questa settimana, che come promesso si concentrerà su una pietra miliare nel processo di integrazione in Danimarca: rødgrød med fløde. La scelta è caduta qui grazie a coloro che hanno commentato il mio primo video su Facebook. È stato un bellissimo scambio di opinioni sul post ed in messaggi privati, che mi ha dato nuove idee per prossimi posts. Grazie davvero.

Questa frase è apparentemente innocua: significa budino di cereali (grød) rosso (rød, per via delle bacche che ci si mettono dentro) con formaggio morbido (fløde). In realtà, è un vero rito di iniziazione. Non appena proverete a parlare danese, ci sarà sicuramente un danese che vi chiederà di dirla. Tranquilli, comunque vada, non ce la farete mai al primo colpo e lo farete ridere. In fin dei conti bisogna ipotecare parte della propria reputazione ai fini dell'integrazione.

Questa frase mi permette anche di condividere alcuni trucchetti di fonetica. Della d ho accennato qualcosa nel primo video post. Ne parlerò in dettaglio in un prossimo post. Per ora, riconoscete il fonema? Vi ricordate quando dicevo che la d ha un certo fonema che si produce mettendo la lingua fuori ed appoggiandola sopra i denti?

Visto che ho promesso di lasciare i post sotto i due minuti, oggi parliamo della ø e la prossima volta parleremo della r.

La ø si pronuncia ø. Per parlare danese è necessario calarci in una realtà di suoni diversa da quella italiana. Non è solo il problema che non ci si capisca niente. Il problema è che mentre in italiano abbiamo otto fonemi corrispondenti alle vocali (à á è é i ó ò u), il danese ne ha più di venti. Come scrissi in un altro post, anche i danesi capiscono solo il 60% di quello che si dicono tra di loro.

È vero anche che finché la frase sarà strutturata bene, riusciremo a farci capire, ed a questo dedicherò un altro post (sto facendo più promesse di un politico). Tuttavia, dobbiamo perciò fare attenzione. Per esempio, alcune parole cambiano solo per una sola lettera ed una pronuncia non accurata rischia di far ridere più di rødgrød med fløde. Prendiamo ad esempio le parole bade (bagno), både (entrambi), bede (l'infinito di pregare), e bøde (multa). A seconda di come pronuncia la vocale, potremmo arrivare a convertire “Jeg skal på toilettet og tager en bade” (vado in bagno e mi faccio una doccia) in “ Jeg skal på toilettet og tager en bøde” (vado in bagno e mi faccio una multa).

Direi che non sono riuscito a mantere nemmeno la mia prima promessa (di tenere ogni video sui due minuti).
Spero comunque che nessun linguista se la prenda se ho semplificato un po'. Fatemi sapere se ho fatto confusione, se avete curiosità sulla lingua danese o avete dubbi su un argomento in particolare, oppure se magari preferite qualcosa più dedicato sulla fonetica, eccetera. Insomma, fatemi sapere. Compe sempre, il video è anche su youtube.

Quindi, all together now. Rødgrød med fløde.

Take care,
Francesco

Monday, April 2, 2012

Lesione 4: bestemt e ubestemt

Ri-benvenuti nel fantastico mondo del danese per tutti.
Lo so che ci stiamo mettendo un po' troppo tempo, la vita frenetica di tutti i giorni vorrebbe un corso online, anche se mini come questo, più adatto alle sue esigenze. Prometto di fare il possibile per pubblicare più di una volta a settimana. Nel frattempo, non esitate a lasciare domande nello spazio per i commenti sotto ogni post, farò il possibile per rispondere in modo sensato ed a tempo.

Detto questo, come promesso oggi parliamo di bestemt e ubestemt.
Parentesi: cosa significa bestemt/ubestemt? Lo traduciamo come definito, ma vuole anche dire deciso. 
Stemme significa voce o anche voto. Quanti si ricordano quel reality show (o alla danese, sjov) dal titolo "Voice - Danmarks største stemme" La voce (stemme) più grande (in questo caso, migliore, o all'inglese greatest)? Comunque sia, vi capiterà spesso di incontrare parole che iniziano con be-. È il caso di tutti i verbi che derivano da sostantivi, come appunto bestemme, che vuol dire votare o decidere. Il danese usa moltissimo i sostantivi per farne dei verbi o anche sostantivi composti con preposizioni per fare dei nuovi sostantivi. Per esempio esibire è opvise (vise=mostrare) o espressione è udtryk (letteralmente "fuori tirare").
Chiusa parentesi.

Quello che abbiamo visto sinora erano forme ubestemt, indefinite: en bil, et hus etc.. Le usiamo quando si parla di una macchina o una casa qualsiasi, indefinita appunto.
Quando sappiamo benissimo di quale macchina o casa parliamo, allora la forma diventa bestemt, definita: bilen, huset cioè la macchina, la casa.

Cosa succede con il plurale? Buona domanda. En-ord ed et-ord si ripappacificano ed il plurale diventa un unico -ne, o -ene... o -e, come nell'esempio qui sotto. Sfortunatamente non ci sono regole precise e molto dipende da come "suona". Sì, sembra strano da dire, ma anche il danese ha una sua musicalità.



E cosa succede quando passiamo dal ubestemt al bestemt, con un aggettivo??
Ubestemt: l'aggettivo si coniuga con l'articolo e il nome rimane invariato (lezione 3). Cioè: en stor bil, et gammelt hus.
Bestemt: facilissimo! l'articolo si prende tutto. Come dire: la vita è più semplice se usi più decisione. (è curioso che invece gli ambienti di lavoro danesi con tempi più lenti di decision-making e con il più alto numero di riunioni a livello europeo...ma questa è un'altra storia).



Allora, adesso i compiti come al solito. Cerchiamo per questa settimana di riconoscere nei giornali mattutini o nelle pubblicità o dove vi pare, una decina di parole bestemt...oppure riconoscere che sono ubestemt e cercare di fare il bestemt.

Buona settimana danese a tutti!


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Sunday, March 25, 2012

Oups!


My dear ones, in the past, when I suggested you to visit my blogs, I wrote one of them wrong.
The blog whatsintheoven.blogspot.com is actually a blog about cooking, but not mine.
I have promised to write a page about recipes, as well as it would be great to publish yours, but the correct name of my blog is whatsintheoventoday.blogspot.com.
From now on you will find the correct link so in case you have been a bit confused in the past, I hope to see you soon on my blogs!

Take care,

Francesco

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Monday, March 19, 2012

Lesione 3: singolare e plurale

Potrà sembrare facile ai più, ed in effetti non è, almeno per una volta, difficile. O quasi.

Come in tante lingue, anche il danese ha singolare e plurale: si chiamano ental e flertal, rispettivamente (e letteralmente significano un numero e più numeri).



La maggioranza dei sostantivi per fare il plurale aggiunge -r o -er alla fine del nome. Alcuni aggiungono solo -e.
Esempi:
un giorno: en dag -> dage (-e)
una settimana: en uge-> uger (-r)
un mese: en måned-> måneder (-er)
Se siete curiosi di sapere come si fa il plurale di anno (år)...beh non si fa. Rimane år.

SÍ perché alcuni nomi hanno solo il plurale o solo il singolare.

Solo singolare

Sono quei nomi che  secondo la logica danese non si possono contare.
Ed infatti non vogliono nemmeno l'articolo en/et davanti.

Esempi: tøj (vestiti), kød (carne), mel (farina), vand (acqua), hår (capelli), sand (sabbia), luft (aria), kærlighed (amore).
Quindi si può dire per esempio: jeg drikker aldrig vand (io non bevo mai acqua - anche in danese come in inglese, la negazione è una sola, la doppia negazione cambia il senso della frase).

Solo plurale 

Generalmente sono tutte quei sostantivi che rappresentano cose che vanno in coppia o che non sono separabili. Per esempio, i pantaloni (bukser), i soldi (penge), gli occhiali (briller).
Anche se sono già al plurale, questi nomi possono sempre "pluralizzare", anche se non cambiano.
Per esempio, un paio di pantaloni = et par bukser (letteralmente, un paio calzoni).

Naturalmente ci sono un sacco di parole che sono irregolari quando passano dall'ental al flertal...ma questa è un'altra storia...

Preso nota? Siete diventati curiosi di sapere quanti ental e quanti flertal incontrerete nella vostra giornata? allora come sempre compitini per tutti: il solito giornale sul treno, la solita pubblicità, prendete 5-10 parole e cercate come fanno il plurale, se lo fanno, o se forse fanno solo il singolare....

Alla prossima...lesione!
Francesco


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