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Tuesday, January 21, 2014

Crowdsoursing per una guida al danese



Ciao a tutti! Stavo pensando di fare un piccolo PDF con alcuni suggerimenti pratici per imparare il danese...

Non una guida dettagliata alla fonetica, o alla grammatica. Ce ne sono tante, fatte da persone più qualificate di me.

Piuttosto, consigli, trucchi, suggerimenti, thinking-out-of-the-box che permettono di ricordarci meglio il danese o apprenderlo più velocemente.

Che ne pensate? Quali sono le cose che trovate più ostiche della lingua danese, che credete che non imparerete mai, e che vorreste  che io trattassi?

Knus (abbraccio),
Francesco

Sunday, January 20, 2013

D'accordooooo?


Buongiorno a tutti,



visto che in Italia siamo in campagna elettorale, almeno io cercherò di mantenere le promesse di tenere il video sotto i due minuti e per riuscirci ho scelto di parlare oggi di una parola brevissima e molto usata: enig. Proprio cosí, si scrive enig ma si pronuncia eni, la g è muta. At være enig vuol dire essere d'accordo, ma non si usa come diceva Vanna Marchi, “D'accordoooo?”. Anche se la parola è semplice, dobbiamo fare un po' d'attenzione a come e quando si usa.

Innanzitutto, come si usa: con significato positivo si dice semplicemente “enig” alla fine di un discorso o di un concetto espresso dal nostro interlocutore. Si può dire anche “Jeg er enig”, ma enig è sufficiente.
Se invece il significato è negativo, dobbiamo fare un piccolo sforzo in più e dire “jeg er uenig”, cioè io sono in disaccordo. La g finale è sempre muta ma è importante fare sentire la u iniziale che, come sappiamo, cambia il significato delle parole da positivo a negativo. (Per esempio, vi ricordate che gli articoli possono essere determinati – bestemt o indeterminati – ubestemt?). Se ci pensiamo in italiano, può sembrare un po’ forte; tuttavia, il danese è pieno di espressioni un po’ tranchantes. Per esempio, è normale dire che non abbiamo capito quello che l’altro dice con una espressione che in italiano suona forte come: “non credo di avere capito quello che dici” (jeg tror ikke at jeg forstår det der du siger…ok, non è cosí facile da ripetere in un colpo solo J).  

Poi, quando si usa “enig”. Come abbiamo visto sopra, si può usare con significato affermativo o negativo, ma non si usa mai nelle frasi interrogative. Per esempio, se si vuole chiedere all’interlocutore se è d’accordo, non si dice “Er du enig?” (sei d’accordo?). Si usa piuttosto una espressione più aperta: “Hvad synes du?” (che ne pensi?). Oppure, se ha gli occhi sbarrati e sembra che lo abbiamo perso per strada, “er du med?” (letteralmente, “sei con (me)?”, cioè, “mi segui?”). Qui è il ragionamento inverso a quanto dicevo prima sulle espressioni tranchantes… alla faccia di chi dice che il danese è noioso: chiedere direttamente se qualcuno è d’accordo…è proprio troppo diretto. Inoltre, in Danimarca è buona regola chiedere se gli altri sono d'accordo. Ricordiamoci che una società basata sul consenso vuol dire chiedere il parere di tutti (anche se poi nessuno ci impedisce di fare quello che vogliamo lo stesso :) )

Quindi ricapitolando: possiamo essere enig od uenig, ma non dovremmo chiedere se qualcuno è d’accordo con noi, quanto cosa ne pensa.

E adesso sí, come diceva Vanna Marchi: "D'accordoooo?".

Un abbraccio a tutti e buona settimana.
Francesco

Monday, January 7, 2013

Buon Natale e Buon Anno Nuovo!





No, non è un augurio, o per lo meno non solo. La verità è che l’ho detto talmente tante volte quasi automaticamente che alla fine mi è venuta voglia di scrivere un post e facri un video.
Quindi per prima cosa mi sono fatto crescere la barba da Babbo Natale (che qui si chiama Julemand, ossia l’uomo di Natale), giusto per darmi un tono, anche se ancora mi manca qualche anno e qualche spavento (e con l’aiuto della cucina danese, qualche chiletto) per essere credibile.
Comunque, non siamo qui per parlare di me ma per parlare di Natale e Capodanno.
Come si dice in Danese? Sì, lo so che sono appena passati ed avrei dovuto svegliarmi prima. Ma non siamo qui per parlare di me… Comunque, si dice “God Jul og godt nytår”.



In realtà, si direbbe glædelig Jul. Glædelig vuol dire felice (per chi parla inglese, glad), ma non volevo farlo più complicato di quello che già è. Inoltre, questa espressione mi permette di paragonare la pronuncia di god e godt.
Vi ricordate che in un altro post avevo parlato della d che ha un suono un po’ strano, tipo con la lingua fuori dai denti? Bravi. Naturalmente, visto che siamo in Danimarca, niente ha un solo suono (alla faccia di chi dice che è un paese noioso…In particolare, come potete sentire, in god la d diventa muta e la o ha un suono ottuso (spero non ci sia nessun linguista all’ascolto…anzi sì che ci sia, così almeno mi insegna…linguistaaaaaaa). Invece, in godt la d si accoppia alla t e la o diventa acuta.
Questa differenza nella pronuncia si applica a tutte le parole dove appare. O seguida da d è ottusa, o seguita da dt è acuta.
Ma soprattutto: perché con Jul mettiamo god e con år usiamo godt? Vi ricordate uno dei primi posts, dove dicevo che il danese non ha il genere e che i sostantivi si dividono in parole en e parole et? Beh Jul è una parola en (den Jul) mentre år è una parola et (det år). Gli aggettivi seguono il ”genere” del sostantivo e mentre i sostantivi en lasciano l’aggettivo generalmente invariato, i sostantivi et aggiungono generalmente la t alla fine dell’aggettivo. Quindi…god Jul og godt nytår!
Pensavate che fosse finita? E invece no! Concludo con una piccola nota sociale. Godt nytår ha la stessa funzione di tak for sidst. Serve a riallacciare i contatti dopo l’anno nuovo. Questo vuol dire che possiamo usarlo sempre, senza timore, almeno fino alla fine di gennaio quando rivediamo per la prima volta persone che conosciamo.
OK adesso siamo davvero alla fine. Spero di essere riuscito a manterere la promessa elettorale di stare sotto i due minuti.
Come annunciato in un altro post, ora c’è anche la pagina Facebook di Lezioni di Danese, dove posterò sia i posts sia altre notizie succulente. Fatemi sapere cosa ne pensate come sempre, anche suggerimenti per prossimo posts!
A presto.
Un abbraccio,
Francesco 

Sunday, April 29, 2012

Rassegna Stampa: allons enfants de la patrie!

Anche questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Scusate le due settimane di assenza ma tra la ripresa del lavoro dopo Pasqua e la lotta con Google per gli Ads, i giorni sono volati. Sì perchè Google mi ha scritto dicendo che si registravano attività sospette sul mio account. In buone parole, qualcuno lo cliccava spesso. Orrore! Che poi gli tocca pagare!! Ci sono migliaia di bloggers che scrivono “cliccate sui miei Ads che non vi costa niente ed a me permettono di tenere in vita il sito”, che è espressamente proibito, ma naturalmente vanno a prendere me magari perchè qualche amico mio ha visto gli ads e sapendo di farmi un piacere li ha cliccati (no, non è stata mia madre). Comunque sia, odio Google e spero che presto venga assorbito da Yahoo. Comunque, mi sono appuntato ad alcuni programmi per avere nuovi banners e voila. Ho già detto che odio Google? Ma questa non era la notizia principale delle ultime – uh! Come vola il tempo – due settimane.

Notizia della settimana: ci sono state le elezioni presidenziali in Francia. E a noi cosa ci importa? Non viviamo in Danimarca? Beh ve l'avevo detto che era una rassegna stampa un po' speciale...e comunque alla finela Danimarca c'entra sempre (non sarete voi di quelli che pensano che è importante solo quello che succede in Danimarca, no?). Perchè la Francia, si sa, è un laboratorio di movimenti sociali in Europa.

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/allons-enfants-de-la-patrie.html

Monday, April 16, 2012

Rassegna Stampa della settimana

Questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Sono tornato a Parma per Pasqua ed ho trovato  questo libro con titolo che ho trovato profetico che mi ha dato l'idea per un nuovo post. Stavo passeggiando per le vie centrali di Viborg (due, e quindi meritano il plurale), quando mi sono imbattutto in una bancarella di libri...

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/what-am-i-doing-here.html

Saturday, April 7, 2012

La Pasqua non ferma le notizie...


Per chi sta seguendo le mie disavventure alla ricerca di un lavoro in Danimarca: no, il jobcenter non mi ha chiamato. Ho anche provato a chiamare ma la signorina mi ha detto “beh evidentemente avranno perso il post it con il tuo numero o il tuo nome”...evidentemente.
Ora si spiegano le notizie che appaiono su alcuni giornali locali: il 97% di coloro che trovano un impiego...lo trovano con il jobcenter? Taaaa! Errore! Lo trovano fuori dal jobcenter! I nostri super compagni di Metro hanno fatto un'altra indagine di frontiera. Sono andati in Syddanmark (che comprende sia Sønderjylland che Fyn) ed hanno scoperto che solo il 3% trova lavoro tramite il jobcenter. Osservatori internazionali segnalano containers carichi di post it con nomi e numeri di disoccupati che prendono il mare da Esbjerg. Almeno non sono il solo...
Leggi la rassegna stampa danese della settimana su: http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.it/2012/04/mal-comune-mezzo.html

Buona Pasqua a tutti!
Francesco

Friday, March 23, 2012

Integrazione 2.0 meno 1

Vi ricordate dell'integrazione 2.0?? Beh per chi non l'avesse letto su Twitter, ho cantato vittoria troppo presto.
Sono uscito dal paesaggio e diventato Mario...

Wednesday, March 14, 2012

Telefonata con il sindacato danese...aspettando il vejleder

Peccato che qui a Viborg non ci sia nessuna torre come quella del ponte Carlo a Praga...

Comunque, di ritorno da Praga...
...questa settimana dovrei avere un colloquio con il vejleder per vedere di tirare fuori qualcosa dal mio cv. dico dovrei, perchè sono andato a parlare al job center due settimane fa, ma il vejleder era malato, e poi sarebbe andato opportunamente in ferie. (Dove l'ho già sentita? Ah si, quando scoprono finti malati in Italia...).

Ma andiamo con ordine. Cos'è un vejleder? 
Letteralmente può essere tradotto come conduttore (leder=leader) della via (vej). In pratica, è un consulente  del mercato del lavoro che guarda il tuo CV e ti aiuta a cercare lavoro nell'ambito dove il tuo CV è più forte.  In cosa consista di preciso non lo so, perchè il mio vejleder latita da tre settimane (sarà ancora malato? o in vacanza?), ma immagino possa imbottire il CV di alcune keywords che sono particolarmente appetibili per i recruiters, oltre a suggerire alcune imprese con le quali il comune è in contatto. 

È un servizio gratuito offerto a tutti coloro che sono registrati in Danimarca, ed hanno ottenuto il famoso CPR-nummer. Basta recarsi al Jobcenter del comune di residenza.
Oltre a questo, ci sono anche vari servizi di mentoring di volontariato, che sono rivolti specialmente a neo-laureati ed aiutano nella compilazione del CV e nell'identificare le proprie forze e debolezze.

Requisiti? Un CV in danese ed un buon livello di danese (per questo vi rimando ad un altro blog lezionididanese.blogspot.com). Ed un po' di pazienza, come per tutte le cose qui.

La decisione di contattare un vejleder mi è venunta dopo avere avuto una chiamata dal mio sindacato. In realtà sono stati piuttosto carini a chiamarmi dicendo "possiamo fare qualcosa per aiutare la tua carriera?". La nostra conversazione è andata più o meno così:
Io "beh sono disoccupato...potreste magari dirmi come faccio a trovare lavoro?"
Sindacato: "con piacere. Che livello di istruzione hai?"
Io "un Candidat (laurea magistrale, ndr) in studi europei"
S--cominciano i problemi "ahi, non è una laurea molto forte qui. L´hai fatta in Danimarca?"
Io "no, in Italia, ma ho studiato un anno in Finlandia ed uno in Spagna"
S "eh ma qui l'indirizzo di studi conta molto...almeno tu l'avessi fatta in Danimarca, potresti lavorare nel pubblico qui..."
Io "alla faccia dell'Unione Europea. Mi scusi per non averci pensato prima, 15 anni fa quando ho cominciato l'università..."
S "e che esperienza hai?" 
Io "ho fatto analista e project manager per una multinazionale americana di servizi finanziari"
S "Senza studi in finanza?"
Io "No"
S "Il problema è che qui vogliono gli studi in finanza per lavorare nel settore finanziario"
Io "Dalle mia parti si dice che conta piú la pratica...comunque, io parlo sei lingue, un lavoro nelle vendite?"
S "hai un'educazione in vendita?"
Questo è il bello di parlare con i danesi, a volte, che sono innocenti, ti rifanno le stesse domande una due tre quattro cinque volte.
io "no, in scienze politiche"
S "allora niente"
io "ma allora per vendere in Italia, prendono uno con esperienza di vendite che ha studiato tre mesi di italiano..."
S "purtroppo le cose stanno cosí"...tipica frase danese..."ma noi organizziamo dei corsi. sono un po´cari ma te li puoi pagare con il sussidio"
Io "veramente non ho un sussidio"
S "ah...prova ad andare dal vejleder del tuo comune"
io "capisco, beh, qualcos'altro, prima che vada a suicidarmi?"
S -- improvvisamente agitata" sta scherzando vero?"
io "beh, mi ha appena detto che i miei studi, le mie lingue, e la mia esperienza...cioè la mia vita, non conta niente perchè qui le cose stanno così...veda un po'. Comunque stavo scherzando".
S "meno male se hai bisogno di qualcosa..."
Io "non si preoccupi, prima di tirarmi dalla finestra la chiamo"

Come andrà con il vejleder???? restate sintonizzati su questo blog per scoprirlo!