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Monday, October 21, 2013
Monday, July 15, 2013
Sommer!
Ciao a tutti, scusate se questa volta non ci sarà un video ma purtroppo non ho fatto on tempo prima della partenza. Sí, perché è estate e si parte per le vacanze e di questo parleremo in questo post. Estate in danese è sommer. Simile all'inglese, con la O ben aperta, l'estate è la stagione dove tutti sorridono, dove si moltiplicano i gesti di generosità, dove le file vengono fatte con allegria oltre che con la normale disciplina, dove la gente è felice purché non piova, dove coke dicono i buoni danesi "se ci fosse una buona estate qui, perché andare via in vacanza all'estero?". Purtroppo una buona estate in Danimarca non si vede da un po' ma devo ammettere che è splendida quando si apre in tutto il suo splendore: 25-30 gradi durante il giorno, 10-15 gradi durante la notte, chiaro fino a tardi e mai veramente buio. Grigliare nelle lunghe notti estive è uno dei piaceri che vi consiglio di provare. D'altronde, l'influenza del meteo sull'umore danese non è nuovo e trova nella lingua la sua espressione. Infatti, mentre l'inverno ha un nome familiare (vinter, come in inglese winter e pronunciato "vinta" per il vecchio trucco della er che diventa a), primavera ed autunno hanno nomi del tutto particolari e che come detto rivelano quanto sommer sia importante per i danesi. Primavera è forår ed autunno è efterår, cioè: prima (for) dell'anno e dopo (efter) dell'anno. A dire il vero, prima non si scrive for ma før. Il for si USA per tutte quelle azioni o quei concetti che non solo precedono ma anche preparano l'azione o il concetto successivo. Sembra proprio che l'estate almeno in danese coincida con l'anno, o corse con l'unico periodo dell'anno che valga veramente la pena. Per questo la stagione prima è vista con attesa e come preparazione, le ultime piogge d'aprile con i primi soli...e la stagione dopo l'estate invece è guardata con malinconia come la stagione dopo l'estate.
Con questo post Lezioni di Danese va in ferie. A proposito, ferie in danese si dice ferie :) voi? Quali piani per sommer? Io parto domani. Vado due mesi in sud America...Brasile, Uruguay, Argentina rino alle nevi della Patagonia fino a dove la strada lo consentirà, poi su risalendo la spina dorsale delle Ande, Cile Bolivia e Perù. Se questo blog va in ferie, se ne apre un altro sul questo viaggio: latinoamericanabackpack.wordpress.com a presto...in America Latina! Baci, Francesco
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Monday, January 7, 2013
Buon Natale e Buon Anno Nuovo!
No, non è un
augurio, o per lo meno non solo. La verità è che l’ho detto talmente tante
volte quasi automaticamente che alla fine mi è venuta voglia di scrivere un
post e facri un video.
Quindi per prima
cosa mi sono fatto crescere la barba da Babbo Natale (che qui si chiama
Julemand, ossia l’uomo di Natale), giusto per darmi un tono, anche se ancora mi
manca qualche anno e qualche spavento (e con l’aiuto della cucina danese, qualche
chiletto) per essere credibile.
Comunque, non
siamo qui per parlare di me ma per parlare di Natale e Capodanno.
Come si dice in Danese?
Sì, lo so che sono appena passati ed avrei dovuto svegliarmi prima. Ma non
siamo qui per parlare di me… Comunque, si dice “God Jul og godt nytår”.
In realtà, si
direbbe glædelig Jul. Glædelig vuol dire felice (per chi parla inglese, glad),
ma non volevo farlo più complicato di quello che già è. Inoltre, questa
espressione mi permette di paragonare la pronuncia di god e godt.
Vi ricordate che
in un altro post avevo parlato della d che ha un suono un po’ strano, tipo con
la lingua fuori dai denti? Bravi. Naturalmente, visto che siamo in Danimarca,
niente ha un solo suono (alla faccia di chi dice che è un paese noioso…In particolare,
come potete sentire, in god la d diventa muta e la o ha un suono ottuso (spero
non ci sia nessun linguista all’ascolto…anzi sì che ci sia, così almeno mi
insegna…linguistaaaaaaa). Invece, in godt la d si accoppia alla t e la o
diventa acuta.
Questa differenza
nella pronuncia si applica a tutte le parole dove appare. O seguida da d è
ottusa, o seguita da dt è acuta.
Ma soprattutto: perché
con Jul mettiamo god e con år usiamo godt? Vi ricordate uno dei primi posts,
dove dicevo che il danese non ha il genere e che i sostantivi si dividono in parole
en e parole et? Beh Jul è una parola en (den Jul) mentre år è una parola
et (det år). Gli aggettivi seguono
il ”genere” del sostantivo e mentre i sostantivi en lasciano l’aggettivo
generalmente invariato, i sostantivi et aggiungono generalmente la t alla fine
dell’aggettivo. Quindi…god Jul og godt nytår!
Pensavate che
fosse finita? E invece no! Concludo con una piccola nota sociale. Godt nytår ha
la stessa funzione di tak for sidst. Serve a riallacciare i contatti dopo l’anno
nuovo. Questo vuol dire che possiamo usarlo sempre, senza timore, almeno fino alla
fine di gennaio quando rivediamo per la prima volta persone che conosciamo.
OK adesso siamo
davvero alla fine. Spero di essere riuscito a manterere la promessa elettorale di
stare sotto i due minuti.
Come annunciato
in un altro post, ora c’è anche la pagina Facebook di Lezioni di Danese, dove
posterò sia i posts sia altre notizie succulente. Fatemi sapere cosa ne pensate
come sempre, anche suggerimenti per prossimo posts!
A presto.
Un abbraccio,
Francesco
Wednesday, August 29, 2012
Rødgrød med fløde
Buongiorno a tutti, anzi god morgen.
Scusate ancora il ritardo (ed i capelli) ma come ho detto in un altro
post, la settimana scorsa ero a Bruxelles, e scusate anche la voce e
le occhiaie, ma è stata una settimana...come dire? Intensa. Diciamo
che ho fatto la mia parte per sostenere l'economia locale. Comunque,
passiamo alla nostra lezione di danese per questa settimana, che come
promesso si concentrerà su una pietra miliare nel processo di
integrazione in Danimarca: rødgrød med fløde. La scelta è
caduta qui grazie a coloro che hanno commentato il mio primo video su
Facebook. È stato un bellissimo scambio di opinioni sul post ed in
messaggi privati, che mi ha dato nuove idee per prossimi posts.
Grazie davvero.
Questa frase è apparentemente innocua:
significa budino di cereali (grød) rosso (rød, per via delle bacche
che ci si mettono dentro) con formaggio morbido (fløde). In realtà,
è un vero rito di iniziazione. Non appena proverete a parlare
danese, ci sarà sicuramente un danese che vi chiederà di dirla.
Tranquilli, comunque vada, non ce la farete mai al primo colpo e lo
farete ridere. In fin dei conti bisogna ipotecare parte della propria
reputazione ai fini dell'integrazione.
Questa frase mi permette anche di
condividere alcuni trucchetti di fonetica. Della d ho accennato
qualcosa nel primo video post. Ne parlerò in dettaglio in un
prossimo post. Per ora, riconoscete il fonema? Vi ricordate quando
dicevo che la d ha un certo fonema che si produce mettendo la lingua
fuori ed appoggiandola sopra i denti?
Visto che ho promesso di lasciare i
post sotto i due minuti, oggi parliamo della ø e la prossima volta
parleremo della r.
La ø si pronuncia ø. Per parlare
danese è necessario calarci in una realtà di suoni diversa da
quella italiana. Non è solo il problema che non ci si capisca
niente. Il problema è che mentre in italiano abbiamo otto fonemi
corrispondenti alle vocali (à á è é i ó ò u), il danese ne ha
più di venti. Come scrissi in un altro post, anche i danesi
capiscono solo il 60% di quello che si dicono tra di loro.
È vero anche che finché la frase sarà strutturata bene, riusciremo a farci capire, ed a questo dedicherò un altro post (sto facendo più promesse di un politico). Tuttavia, dobbiamo perciò fare attenzione. Per
esempio, alcune parole cambiano solo per una sola lettera ed una
pronuncia non accurata rischia di far ridere più di rødgrød med
fløde. Prendiamo ad esempio le parole bade (bagno), både
(entrambi), bede (l'infinito di pregare), e bøde (multa). A seconda
di come pronuncia la vocale, potremmo arrivare a convertire “Jeg
skal på toilettet og tager en bade” (vado in bagno e mi faccio una
doccia) in “ Jeg skal på toilettet og tager en bøde” (vado in
bagno e mi faccio una multa).
Direi che non sono riuscito a mantere
nemmeno la mia prima promessa (di tenere ogni video sui due minuti).
Spero comunque che nessun linguista se la prenda
se ho semplificato un po'. Fatemi sapere se ho fatto confusione, se
avete curiosità sulla lingua danese o avete dubbi su un argomento in
particolare, oppure se magari preferite qualcosa più dedicato sulla
fonetica, eccetera. Insomma, fatemi sapere. Compe sempre, il video è anche su youtube.
Quindi, all together now. Rødgrød med
fløde.
Take care,
Francesco
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Monday, August 13, 2012
Le presentazioni in danese
Poi potrete vedere anche un'altra cosa, e cioè che questo blog o piccolo sito ha un formato nuovo, piú interattivo. Ossia, da oggi le lezioni (o lesioni) di danese saranno in video, mentre il testo del video sarà a seguire cosí che possiate leggere anche come si scrive. Cercherò di restare attorno ai due minuti per video, cosí che possa essere flessibile. Spero che sia un buon compromesso, fatemi sapere cosa ve ne pare commentando su questo post!
Partiamo dall'inizio, cioè dalle presentazioni. Innanzitutto scusate la pettinatura ma siamo a lunedí ed è duro per tutti. Comunque, quando due persone si incontrano per la prima volta di persona in Danimarca, c'è un rituale. Innanzitutto la stretta di mano forte o per lo meno ferma, lo sguardo fisso negli occhi e la conversazione va più o meno cosí.
A - "Hej, hvad hedder du?"
B - "Jeg hedder Francesco, hvad hedder du?"
A- "Jeg hedder Jonas (un nome qualsiasi), det glæder mig at møde dig".
Purtroppo questa è una di quelle espressioni che bisogna conoscere. Comunque possiamo vedere alcune cose che ci verranno utili in seguito.
1. Il fonema d: la lettera d dell'alfabeto si dice "de" ma si pronuncia d nel danese parlato. Non non vergognatevi di tirare fuori la lingua un po', almeno i primi tempi, per farvi capire bene e per prendere confidenza. Il danese ha molti piú fonemi dell'italiano e il d è fondamentale, anche se fa ridere.
2. L'espressione "det glæder mig" è traducibile come "mi fa piacere", in inglese per esempio c'è un aggettivo glad per dire felice.Si può usare in molte occasioni. Per esempio, se consigliate un ristorante ad un amico e poi ne è contento, allora potete dire "det glæder mig".
Spero che sia rimasto abbastanza corto e che possa essere di aiuto. Fatemi sapere cosa ne pensate!
Vi ses! (Ci vediamo...un'altra espressione da imparare a memoria :) )
Francesco
Thursday, June 7, 2012
Lezione n.5 - Il conto in banca in Danimarca: è davvero così facile?
Hej drenger og piger,
Ciao ragazzi e ragazze,
Riprendono le lezioni di danese con un
caso pratico di sopravvivenza, 100% danese come la carne di maiale o le patate.
Se ti arriva a casa un foglio in danese
dove l'unica parola che capisci è Konto, il primo istinto è quello
di non firmare nulla. E ci mancherebbe. Se poi sopra c'è scritto anche SKAT,
allora è meglio darci una seconda occhiata.
SKAT. Parola misteriosa ed ambigua che
identifica il concetto di tesoro in ogni sfaccettatura. Vuol dire
sia tasse (tesoro materiale) che amore (tesoro spirituale). Gli innamorati appiccicosi si chiamano skat tra
di loro. I genitori chiamano skat i loro figli. Con la burocrazia c'è una relazione diversa: “Vuoi un caffè,
skat?” “No, grazie. Mi accontento di farti pagare la macchina il
doppio che a casa tua”.
Ma torniamo a bomba. Cioè alla
lettera. Vedi la parola Konto ed a ben vedere segue un'altra parola.
Nem, che vuol dire facile. Cos'è il Nem Konto? Vuol dire letteralmente "Facil-Conto". È una sorta di
benvenuto nella burocrazia danese, che per la verità è piuttosto
snella.
Il nem Konto è un conto corrente, il
tuo conto corrente, quello ufficiale, è quello che scegli tu come
conto corrente per i versamenti dagli enti pubblici: Ufficio tasse,
comune, A-kasse ecc. E' dove vengono versati per esempio, i
sussidi familiari o i rimborsi per le tasse. Già perché le dichiarazioni delle
tasse, i vari 730, 740 etc., qui non si fanno. Te li fa Skat. E poi
ti manda una lettera dicendo “Congratulazioni, questo è il tuo
rimborso”. Ve lo dicevo che era snella.
Puoi avere diversi conti correnti, ma
hai solo un nem Konto ed è necessario comunicarlo entro il primo anno di residenza. E' stato istituito per facilitare la vita non
per complicarla...non è una società privata, è lo stato. Da quando
una persona si registra (quindi entra in possesso del mitologico
numero CPR e della carta gialla, la “gud kort”), si suppone che
abbia almeno un conto corrente danese su cui depositare ogni entrata.
In un gioco dell'oca burocratico, per aprire un conto occorre essere registrati (avere il CPR). Comunque, meglio informarsi in banca perché alcune banche mandano avanti le pratiche perché sanno che la registrazione può durare mesi. A me, per esempio, tardò tre mesi, continuavano a dire che i miei documenti non gli arrivavano, finché non andai personalmente in ufficio, controllai lo schermo insieme all'impiegato e...meraviglia! Ero registrato da 2 mesi...
Comunque sia, il nem Konto è davvero facile. Non per niente il motto è “Dal pubblico al tuo
conto”. Certo, è, che incrociando un paio di numeri (il CPR ed il nem
Konto), ogni cittadino viene messo a nudo, il che suona un po' come
il Grande Fratello. O come il vicino che non si vede mai in giro ma
che sta sempre a spiare da dietro la porta socchiusa.
Alla prossima "lesione".
Francesco
Maggiori informazioni:
Sito del nem Konto: www.nemkonto.dk
Se hai il NemID si può andare sul sito:
http://www.nemkonto.dk/da/Borger/Spoergsmaal-og-svar/Kan-jeg-aendre-min-NemKonto
e qui puoi cambiare scegliendo login for selvbetjening
Monday, April 2, 2012
Lesione 4: bestemt e ubestemt
Ri-benvenuti nel fantastico mondo del danese per tutti.
Lo so che ci stiamo mettendo un po' troppo tempo, la vita frenetica di tutti i giorni vorrebbe un corso online, anche se mini come questo, più adatto alle sue esigenze. Prometto di fare il possibile per pubblicare più di una volta a settimana. Nel frattempo, non esitate a lasciare domande nello spazio per i commenti sotto ogni post, farò il possibile per rispondere in modo sensato ed a tempo.
Detto questo, come promesso oggi parliamo di bestemt e ubestemt.
Parentesi: cosa significa bestemt/ubestemt? Lo traduciamo come definito, ma vuole anche dire deciso.
Stemme significa voce o anche voto. Quanti si ricordano quel reality show (o alla danese, sjov) dal titolo "Voice - Danmarks største stemme" La voce (stemme) più grande (in questo caso, migliore, o all'inglese greatest)? Comunque sia, vi capiterà spesso di incontrare parole che iniziano con be-. È il caso di tutti i verbi che derivano da sostantivi, come appunto bestemme, che vuol dire votare o decidere. Il danese usa moltissimo i sostantivi per farne dei verbi o anche sostantivi composti con preposizioni per fare dei nuovi sostantivi. Per esempio esibire è opvise (vise=mostrare) o espressione è udtryk (letteralmente "fuori tirare").
Chiusa parentesi.
Quello che abbiamo visto sinora erano forme ubestemt, indefinite: en bil, et hus etc.. Le usiamo quando si parla di una macchina o una casa qualsiasi, indefinita appunto.
Quando sappiamo benissimo di quale macchina o casa parliamo, allora la forma diventa bestemt, definita: bilen, huset cioè la macchina, la casa.
Cosa succede con il plurale? Buona domanda. En-ord ed et-ord si ripappacificano ed il plurale diventa un unico -ne, o -ene... o -e, come nell'esempio qui sotto. Sfortunatamente non ci sono regole precise e molto dipende da come "suona". Sì, sembra strano da dire, ma anche il danese ha una sua musicalità.
E cosa succede quando passiamo dal ubestemt al bestemt, con un aggettivo??
Cosa succede con il plurale? Buona domanda. En-ord ed et-ord si ripappacificano ed il plurale diventa un unico -ne, o -ene... o -e, come nell'esempio qui sotto. Sfortunatamente non ci sono regole precise e molto dipende da come "suona". Sì, sembra strano da dire, ma anche il danese ha una sua musicalità.
E cosa succede quando passiamo dal ubestemt al bestemt, con un aggettivo??
Ubestemt: l'aggettivo si coniuga con l'articolo e il nome rimane invariato (lezione 3). Cioè: en stor bil, et gammelt hus.
Bestemt: facilissimo! l'articolo si prende tutto. Come dire: la vita è più semplice se usi più decisione. (è curioso che invece gli ambienti di lavoro danesi con tempi più lenti di decision-making e con il più alto numero di riunioni a livello europeo...ma questa è un'altra storia).
Allora, adesso i compiti come al solito. Cerchiamo per questa settimana di riconoscere nei giornali mattutini o nelle pubblicità o dove vi pare, una decina di parole bestemt...oppure riconoscere che sono ubestemt e cercare di fare il bestemt.
Buona settimana danese a tutti!
Bestemt: facilissimo! l'articolo si prende tutto. Come dire: la vita è più semplice se usi più decisione. (è curioso che invece gli ambienti di lavoro danesi con tempi più lenti di decision-making e con il più alto numero di riunioni a livello europeo...ma questa è un'altra storia).
Allora, adesso i compiti come al solito. Cerchiamo per questa settimana di riconoscere nei giornali mattutini o nelle pubblicità o dove vi pare, una decina di parole bestemt...oppure riconoscere che sono ubestemt e cercare di fare il bestemt.
Buona settimana danese a tutti!
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Sunday, March 25, 2012
Oups!
My dear ones, in the past, when I suggested you to visit my blogs, I wrote one of them wrong.
The blog whatsintheoven.blogspot.com is actually a blog about cooking, but not mine.
I have promised to write a page about recipes, as well as it would be great to publish yours, but the correct name of my blog is whatsintheoventoday.blogspot.com.
From now on you will find the correct link so in case you have been a bit confused in the past, I hope to see you soon on my blogs!
Take care,
Francesco
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Monday, March 19, 2012
Lesione 3: singolare e plurale
Potrà sembrare facile ai più, ed in effetti non è, almeno per una volta, difficile. O quasi.
Come in tante lingue, anche il danese ha singolare e plurale: si chiamano ental e flertal, rispettivamente (e letteralmente significano un numero e più numeri).
La maggioranza dei sostantivi per fare il plurale aggiunge -r o -er alla fine del nome. Alcuni aggiungono solo -e.
Esempi:
un giorno: en dag -> dage (-e)
una settimana: en uge-> uger (-r)
un mese: en måned-> måneder (-er)
Se siete curiosi di sapere come si fa il plurale di anno (år)...beh non si fa. Rimane år.
SÍ perché alcuni nomi hanno solo il plurale o solo il singolare.
Solo singolare
Sono quei nomi che secondo la logica danese non si possono contare.
Ed infatti non vogliono nemmeno l'articolo en/et davanti.
Esempi: tøj (vestiti), kød (carne), mel (farina), vand (acqua), hår (capelli), sand (sabbia), luft (aria), kærlighed (amore).
Quindi si può dire per esempio: jeg drikker aldrig vand (io non bevo mai acqua - anche in danese come in inglese, la negazione è una sola, la doppia negazione cambia il senso della frase).
Solo plurale
Generalmente sono tutte quei sostantivi che rappresentano cose che vanno in coppia o che non sono separabili. Per esempio, i pantaloni (bukser), i soldi (penge), gli occhiali (briller).
Anche se sono già al plurale, questi nomi possono sempre "pluralizzare", anche se non cambiano.
Per esempio, un paio di pantaloni = et par bukser (letteralmente, un paio calzoni).
Naturalmente ci sono un sacco di parole che sono irregolari quando passano dall'ental al flertal...ma questa è un'altra storia...
Preso nota? Siete diventati curiosi di sapere quanti ental e quanti flertal incontrerete nella vostra giornata? allora come sempre compitini per tutti: il solito giornale sul treno, la solita pubblicità, prendete 5-10 parole e cercate come fanno il plurale, se lo fanno, o se forse fanno solo il singolare....
Alla prossima...lesione!
Francesco
-------
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Come in tante lingue, anche il danese ha singolare e plurale: si chiamano ental e flertal, rispettivamente (e letteralmente significano un numero e più numeri).
La maggioranza dei sostantivi per fare il plurale aggiunge -r o -er alla fine del nome. Alcuni aggiungono solo -e.
Esempi:
un giorno: en dag -> dage (-e)
una settimana: en uge-> uger (-r)
un mese: en måned-> måneder (-er)
Se siete curiosi di sapere come si fa il plurale di anno (år)...beh non si fa. Rimane år.
SÍ perché alcuni nomi hanno solo il plurale o solo il singolare.
Solo singolare
Sono quei nomi che secondo la logica danese non si possono contare.
Ed infatti non vogliono nemmeno l'articolo en/et davanti.
Esempi: tøj (vestiti), kød (carne), mel (farina), vand (acqua), hår (capelli), sand (sabbia), luft (aria), kærlighed (amore).
Quindi si può dire per esempio: jeg drikker aldrig vand (io non bevo mai acqua - anche in danese come in inglese, la negazione è una sola, la doppia negazione cambia il senso della frase).
Solo plurale
Generalmente sono tutte quei sostantivi che rappresentano cose che vanno in coppia o che non sono separabili. Per esempio, i pantaloni (bukser), i soldi (penge), gli occhiali (briller).
Anche se sono già al plurale, questi nomi possono sempre "pluralizzare", anche se non cambiano.
Per esempio, un paio di pantaloni = et par bukser (letteralmente, un paio calzoni).
Naturalmente ci sono un sacco di parole che sono irregolari quando passano dall'ental al flertal...ma questa è un'altra storia...
Preso nota? Siete diventati curiosi di sapere quanti ental e quanti flertal incontrerete nella vostra giornata? allora come sempre compitini per tutti: il solito giornale sul treno, la solita pubblicità, prendete 5-10 parole e cercate come fanno il plurale, se lo fanno, o se forse fanno solo il singolare....
Alla prossima...lesione!
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Sunday, March 18, 2012
Lesione 2 - gli articoli
Definito o indefinito? Bestemt eller ubestemt?
so che vi avevo promesso un salto verso la differenza tra definito ed indefinito, ma forse sarebbe un passo più lungo della gamba...allora (ri-)cominciamo dagli articoli, che verranno utili in seguito.
Come in italiano, anche in danese, un sostantivo può avere un articolo definito.
Nella lesione 1 abbiamo visto come i sostantivi danesi si dividono in due gruppi: n-ord e t-ord.
La divisione dipende, appunto, dagli articoli.
Gli articoli indefiniti sono en e et: et hus (una casa), en lejlighed (un appartamento). Come in italiano
Gli articoli definiti sono den (n-ord) e det (t-ord).
Al plurale, c'è solo un articolo per n-ord e t-ord: de.
Attenzione! Questa è la prima difficoltà concettuale da superare per noi neofiti! Non en/et non identificano il genere come in italiano o in inglese, ma semplicemente il fatto che una parola sia n-ord o t-ord, e quindi come "declinare" sostantivo ed aggettivi nella forma definita e nel plurale.
Per esempio: una casa vecchia è et gammelt hus, un'auto gialla è en guden bil. Ma questo lo vedremo in seguito.
Compitini: guardatevi attorno e cercate negli annunci, negli adesivi per strada, nella vostra bolletta della luce, articoli definiti ed indefiniti per n-ord e t-ord.
Fatemi sapere come è andata commentando a questo post!
E soprattutto ricordiamoci: una lingua, per saperla, bisogna usarla...
Alla prossima bat-puntata!
------
so che vi avevo promesso un salto verso la differenza tra definito ed indefinito, ma forse sarebbe un passo più lungo della gamba...allora (ri-)cominciamo dagli articoli, che verranno utili in seguito.
Come in italiano, anche in danese, un sostantivo può avere un articolo definito.
Nella lesione 1 abbiamo visto come i sostantivi danesi si dividono in due gruppi: n-ord e t-ord.
La divisione dipende, appunto, dagli articoli.
Gli articoli indefiniti sono en e et: et hus (una casa), en lejlighed (un appartamento). Come in italiano
Gli articoli definiti sono den (n-ord) e det (t-ord).
Al plurale, c'è solo un articolo per n-ord e t-ord: de.
Attenzione! Questa è la prima difficoltà concettuale da superare per noi neofiti! Non en/et non identificano il genere come in italiano o in inglese, ma semplicemente il fatto che una parola sia n-ord o t-ord, e quindi come "declinare" sostantivo ed aggettivi nella forma definita e nel plurale.
Per esempio: una casa vecchia è et gammelt hus, un'auto gialla è en guden bil. Ma questo lo vedremo in seguito.
Compitini: guardatevi attorno e cercate negli annunci, negli adesivi per strada, nella vostra bolletta della luce, articoli definiti ed indefiniti per n-ord e t-ord.
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Monday, March 12, 2012
Lesione 1 - i sostantivi
Si, proprio non lezione ma lesione....
Cominciamo dai sostantivi.
Come forse saprete (sennò per questo ci siamo noi), i sostantivi danesi si dividono in due categorie: i sostantivi "en" (n-ord) e quelli "et" (t-ord), dove ord=parola.
Esempi:
n-ord) en bil (un'auto); en kone (una moglie); en hund (un cane); en by (una città).
t-ord) et barn (un bambino); et museum (un museo); et træ (un albero)
Circa 75% delle parole in danese sono n-ord. Ci sono certe regolarità:
- la maggioranza delle parole che riguardano persone, animali, e piante sono n-ord (en kone, en far=un padre, en hund, en rose=una rosa);
- molte parole che finiscono in -dom, -else, -hed, -ing, -tion sono n-ord (en sygdom=malattia; en overraskelse=sorpresa);
- molte parole che finisono in -eri, -im, -skab sono t-ord (et bageri=una panetteria; et selskab=un'impresa)
Compiti per la prossima volta: provate a guardare le notizie sui giornali e/o sui cartelli, e cercate di fare una prima raccolta di parole n-ord ed t-ord
Ora che abbiamo diradato un po' di nebbia sulle parole danesi, a domani per la differenza tra definito (bestemt) ed indefinito (ubestemt).
Fatemi sapere come va: commentate a questo post!
A presto,
Francesco
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Cominciamo dai sostantivi.
Come forse saprete (sennò per questo ci siamo noi), i sostantivi danesi si dividono in due categorie: i sostantivi "en" (n-ord) e quelli "et" (t-ord), dove ord=parola.
Esempi:
n-ord) en bil (un'auto); en kone (una moglie); en hund (un cane); en by (una città).
t-ord) et barn (un bambino); et museum (un museo); et træ (un albero)
Circa 75% delle parole in danese sono n-ord. Ci sono certe regolarità:
- la maggioranza delle parole che riguardano persone, animali, e piante sono n-ord (en kone, en far=un padre, en hund, en rose=una rosa);
- molte parole che finiscono in -dom, -else, -hed, -ing, -tion sono n-ord (en sygdom=malattia; en overraskelse=sorpresa);
- molte parole che finisono in -eri, -im, -skab sono t-ord (et bageri=una panetteria; et selskab=un'impresa)
Compiti per la prossima volta: provate a guardare le notizie sui giornali e/o sui cartelli, e cercate di fare una prima raccolta di parole n-ord ed t-ord
Ora che abbiamo diradato un po' di nebbia sulle parole danesi, a domani per la differenza tra definito (bestemt) ed indefinito (ubestemt).
Fatemi sapere come va: commentate a questo post!
A presto,
Francesco
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