Tuesday, May 8, 2012

È primavera!!!


È primavera! E cosa fanno i danesi quando è primavera? Si spogliano pur di esporre ogni centimetro di pelle al sole? Si, ma non solo. Bevono anche per strada e non solo chiusi in casa? Si, ma non solo. In primavera, i veri danesi rifanno il look al giardino e/o ne approfittano per rinnovare parte della casa. A me sono toccate entrambe le cose.
La parte della casa che ho contribuito a distruggere (da vero eroe moderno, preparando il rinnovamento...) era una veranda che abbiamo scoperto essersi retta per anni su di fondamenta sghembe, livellate con fogli di pubblicità (tipo le offerte della settimana) pressati uno contro l'altro. Alla faccia della qualità made in Denmark...
Ma andiamo con ordine. Come buon danese, il primo e piú importante attrezzo della vita quotidiana è un buon trailer, un rimorchietto che di solito viene usato per andare in Germania e caricarci alcol a basso prezzo.


Dopo viene la parte divertente, cioè la distruzione della struttura in legno ormai marcio, che viene giù che è un piacere.

Naturalmente, è un lavoro da uomini duri, con muscoli e cervello, come il marcantonio della foto.

Il trailer poi viene progressivamente riempito e portato alla discarica.

Ora vorrei sfatare un mito. I danesi non riciclano. Sono tutte bufale. Se fuori dai condomini di Copenhagen vedete ogni tanto due/tre cassonetti separati, dovete sapere che era un progetto pilota per la separazione dei rifiuti, ora sospeso. Se poi ve lo vendono come “alla fine aprono tutti i sacchetti e fanno lo scanner del codice a barre uno a uno e poi lo mettono nel cassonetto giusto”, dovete sapere che il motivo per cui il progetto era sospeso era che un giornalista aveva scoperto che poi mettevano tutto insieme (senza scansionare uno per uno)...Ogni buon danese butta tutto insieme (a parte il vetro) nello stesso sacchetto, tipicamente sotto il lavandino.

Dicevamo che il trailer viene portato alla discarica (che in danese si dice affald). Cioè, ad uno spiazzo a cielo aperto dove (lì sì) diversi materiali vengono messi in diversi containers (sabbia, pietre da costruzione, metallo, carta, strumenti elettronici). 

Si può sia depositare che prendere, il che lo trovo piuttosto hippy e mi piace. “La pietra scartata dai costruttori è diventata pietra d'angolo”, no? E a chi non piacerebbe essere quella pietra? E comunque, svelti, che le anche i containers sono a cielo aperto...

In fondo, la Danimarca è solo il paese con probabilmente la più alta concentrazione si pale eoliche per abitante.

Perchè dovrebbe tirare vento?
Un abbraccio a tutti e...riciclate!
Francesco

Sunday, April 29, 2012

Rassegna Stampa: allons enfants de la patrie!

Anche questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Scusate le due settimane di assenza ma tra la ripresa del lavoro dopo Pasqua e la lotta con Google per gli Ads, i giorni sono volati. Sì perchè Google mi ha scritto dicendo che si registravano attività sospette sul mio account. In buone parole, qualcuno lo cliccava spesso. Orrore! Che poi gli tocca pagare!! Ci sono migliaia di bloggers che scrivono “cliccate sui miei Ads che non vi costa niente ed a me permettono di tenere in vita il sito”, che è espressamente proibito, ma naturalmente vanno a prendere me magari perchè qualche amico mio ha visto gli ads e sapendo di farmi un piacere li ha cliccati (no, non è stata mia madre). Comunque sia, odio Google e spero che presto venga assorbito da Yahoo. Comunque, mi sono appuntato ad alcuni programmi per avere nuovi banners e voila. Ho già detto che odio Google? Ma questa non era la notizia principale delle ultime – uh! Come vola il tempo – due settimane.

Notizia della settimana: ci sono state le elezioni presidenziali in Francia. E a noi cosa ci importa? Non viviamo in Danimarca? Beh ve l'avevo detto che era una rassegna stampa un po' speciale...e comunque alla finela Danimarca c'entra sempre (non sarete voi di quelli che pensano che è importante solo quello che succede in Danimarca, no?). Perchè la Francia, si sa, è un laboratorio di movimenti sociali in Europa.

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/allons-enfants-de-la-patrie.html

Monday, April 16, 2012

Rassegna Stampa della settimana

Questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Sono tornato a Parma per Pasqua ed ho trovato  questo libro con titolo che ho trovato profetico che mi ha dato l'idea per un nuovo post. Stavo passeggiando per le vie centrali di Viborg (due, e quindi meritano il plurale), quando mi sono imbattutto in una bancarella di libri...

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/what-am-i-doing-here.html

Thursday, April 12, 2012

Sopra la panca la capra...

...beh non so voi, ma io non mi ricordo mai cosa fa la capra, se campa o se crepa, e soprattutto dove.

Ma...(incredibile ma vero, era l'introduzione)...so dove balleranno le mucche e quando!
Forse anche a voi sarà capitato di recente di bere del buon latte danese e di vedere questa immagine sul cartone, che dice "Vieni a vedere le mucche che ballano!" (PS per chi avesse voglia di imparare il danese, c'è sempre il mio blog lezionididanese.blogspot.com)
Comunque, "Settembre andiamo, è tempo di migrar", chi non se lo ricorda? Eh si perché le mucche a settembre e vengono portate al chiuso per passare l'inverno al caldo.
Poi quando la stagione migliore arriva anche qui, prima o poi e con moooolta pazienza vengono lasciate libere di scorrazzare nei prati per tutta la stagione estiva.
Insomma, come reagiremmo noi se potessimo uscire dopo sei mesi di galera? Non so voi, ma io probabilmente come una mucca dopo sei mesi in una stalla.
Eh si perchè le mucche hanno una gran voglia di sgranchirsi le gambe o per per meglio dire..."ballano"! E visto che la Danimarca è un paese per famiglie, il tutto si è trasformato in un evento per famiglie. Ogni anno, in occasione dell'apertura della stalla, tante famiglie ma non solo si riuniscono sui prati delle fattorie e guardano le mucche ballare. (In forndo, è una giornata all'aria aperta e per quanto mi riguarda, è da un po' che non vedo niente ti così rurale, e la cosa mi manca. Le caprette che andavo a trovare quando avevo cinque anni sull'argine della Parma con i miei nonni non ci sono più da almeno 25 anni...)

Come essere sicuri di non mancare?
Arla Food, il gigante danese del latte e derivati, apre le porte delle proprie fattorie ecologiche per quello che si chiama l'Arla Økodag e quest'anno cade il 22 Aprile.

Come fare per vedere le mucche che ballano? 
Niente di più semplice. Prendere il vestito della festa, possibilmente bianco e...nooooo! Andate sul sito di Arla, cercate la fattoria più vicna a voi, cercare nell'armadio o chiedete ai vicini se hanno vestiti da buttare via o magari vi possono prestare qualche vestito che loro stessi hanno usato per in queste occasioni e...sperate di avere il raffreddore!

Buona giornata delle mucche danzanti a tutti!

Francesco




Saturday, April 7, 2012

La Pasqua non ferma le notizie...


Per chi sta seguendo le mie disavventure alla ricerca di un lavoro in Danimarca: no, il jobcenter non mi ha chiamato. Ho anche provato a chiamare ma la signorina mi ha detto “beh evidentemente avranno perso il post it con il tuo numero o il tuo nome”...evidentemente.
Ora si spiegano le notizie che appaiono su alcuni giornali locali: il 97% di coloro che trovano un impiego...lo trovano con il jobcenter? Taaaa! Errore! Lo trovano fuori dal jobcenter! I nostri super compagni di Metro hanno fatto un'altra indagine di frontiera. Sono andati in Syddanmark (che comprende sia Sønderjylland che Fyn) ed hanno scoperto che solo il 3% trova lavoro tramite il jobcenter. Osservatori internazionali segnalano containers carichi di post it con nomi e numeri di disoccupati che prendono il mare da Esbjerg. Almeno non sono il solo...
Leggi la rassegna stampa danese della settimana su: http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.it/2012/04/mal-comune-mezzo.html

Buona Pasqua a tutti!
Francesco

Monday, April 2, 2012

Lesione 4: bestemt e ubestemt

Ri-benvenuti nel fantastico mondo del danese per tutti.
Lo so che ci stiamo mettendo un po' troppo tempo, la vita frenetica di tutti i giorni vorrebbe un corso online, anche se mini come questo, più adatto alle sue esigenze. Prometto di fare il possibile per pubblicare più di una volta a settimana. Nel frattempo, non esitate a lasciare domande nello spazio per i commenti sotto ogni post, farò il possibile per rispondere in modo sensato ed a tempo.

Detto questo, come promesso oggi parliamo di bestemt e ubestemt.
Parentesi: cosa significa bestemt/ubestemt? Lo traduciamo come definito, ma vuole anche dire deciso. 
Stemme significa voce o anche voto. Quanti si ricordano quel reality show (o alla danese, sjov) dal titolo "Voice - Danmarks største stemme" La voce (stemme) più grande (in questo caso, migliore, o all'inglese greatest)? Comunque sia, vi capiterà spesso di incontrare parole che iniziano con be-. È il caso di tutti i verbi che derivano da sostantivi, come appunto bestemme, che vuol dire votare o decidere. Il danese usa moltissimo i sostantivi per farne dei verbi o anche sostantivi composti con preposizioni per fare dei nuovi sostantivi. Per esempio esibire è opvise (vise=mostrare) o espressione è udtryk (letteralmente "fuori tirare").
Chiusa parentesi.

Quello che abbiamo visto sinora erano forme ubestemt, indefinite: en bil, et hus etc.. Le usiamo quando si parla di una macchina o una casa qualsiasi, indefinita appunto.
Quando sappiamo benissimo di quale macchina o casa parliamo, allora la forma diventa bestemt, definita: bilen, huset cioè la macchina, la casa.

Cosa succede con il plurale? Buona domanda. En-ord ed et-ord si ripappacificano ed il plurale diventa un unico -ne, o -ene... o -e, come nell'esempio qui sotto. Sfortunatamente non ci sono regole precise e molto dipende da come "suona". Sì, sembra strano da dire, ma anche il danese ha una sua musicalità.



E cosa succede quando passiamo dal ubestemt al bestemt, con un aggettivo??
Ubestemt: l'aggettivo si coniuga con l'articolo e il nome rimane invariato (lezione 3). Cioè: en stor bil, et gammelt hus.
Bestemt: facilissimo! l'articolo si prende tutto. Come dire: la vita è più semplice se usi più decisione. (è curioso che invece gli ambienti di lavoro danesi con tempi più lenti di decision-making e con il più alto numero di riunioni a livello europeo...ma questa è un'altra storia).



Allora, adesso i compiti come al solito. Cerchiamo per questa settimana di riconoscere nei giornali mattutini o nelle pubblicità o dove vi pare, una decina di parole bestemt...oppure riconoscere che sono ubestemt e cercare di fare il bestemt.

Buona settimana danese a tutti!


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Tuesday, March 27, 2012

Gooooool!!!

Non voglio alimentare stereotipi, ma il calcio danese è davvero scarso. Io non sono un campione, ma mi piace cullarmi nell'illusione che se mi allenassi due volte al giorno per dieci anni, tre passaggi di fila riuscirei a farli. Invece forse la pressione per la partita (dimenticavo: FC Midtjylland contro gli arci-rivali di Århus, un derby ospita 8.555 paganti )...ma di quei suddetti tre passaggi in fila non c'è traccia.
Lo stadio di Herning è un piccolo gioiello come l'arena di Herning per i concerti (tipo Lady Gaga)...comincio a non stupirmi che il Giro parta da qui. Anche se devo ammettere che ci ho pensato un secondo prima di entrare: noi siamo entrati un po' in ritardo, e non trovavamo nessuna porta aperta, allora chiediamo al chiosco di salsiccie, e viene uno ad aprirci con la chiave! Dal minuto 1 al minuto 90, le porte dello stadio sono chiuse a chiave!!! Nel caso si debba scappare per davvero...paté di tifoso per tutti!

A parte la qualità del gioco (ma vabbè, è serie B danese, e poi tutti possono avere una brutta giornata), la serata è gradevole e fresca, senza contare che sono entrato a sbafo grazie a biglietti messi a disposizione di un sindacato. No, non dello stesso sindacato che mi ha chiamato...La gente attorno a me mangia e beve, beve e mangia, esce ed entra dalle sue file più volte durante la partita...roba che nemmeno al cinema (eh beh, almeno al cinema ci sarebbe qualcosa da vedere, mentre sembra ormai sentimento diffuso che stasera è magra...).

Mi sento quasi a casa quando vedo la squadra ospite confinata in un angolo di gradinata con tanto di recinzione "all'italiana" e che sfoggia uno striscione "Sudare per la causa". Però! Sfoggiano anche una certa dose di sarcasmo quando inneggiano ad un giocatore in panchina, che si chiama Osama (povero...) e gli dedicano cori "Osama, la bomba di Århus". Qualcuno potrebbe dire "certo, ti senti a casa perchè anche il Parma gioca male". Molto divertente.

Comunque...la recinzione per il settore ospite! ed io pensavo che fossero stadi all'inglese con solo stewards, tanto non ce n'è bisogno, questi sono persone civili...ed invece gli ospiti sono messi in gabbia come da noi, ed hanno gli autobus che li aspettano fuori...come da noi.

E dire che non ho visto gente incazzarsi o tirare calci ad un seggiolino, solo qualche bicchiere di plastica in campo, ma non ha mai ammazzato nessuno. La partita finisce 0-2 per la squadra ospite, gli arci-rivali di Arhus, che iniziano le ostilità verso il minuto 85 applaudendo ironicamente i tifosi del FCM che se ne vanno in anticipo.

Usciamo. Mi aspetto fuori un cordone di sorveglianza della polizia per evitare scontri tra tifoserie...ed invece niente, la polizia è assente, e l'esercito viene messo a dirigere il traffico all'uscita dei parcheggi! Cioè, li tieni nel recinto perchè possono essere pericolosi, però fuori facciano un po' quello che vogliono...ed infatti gruppi di ubriachi vengono a contatto nei parcheggi "ma come c***o hai parcheggiato" "Ooooohhhh", scendono, vola il primo spintone e poi tutto si calma come per magia alla prima lacrimuccia o al primo "mi hai fatto male" e allora abbracci e foto ricordo...

Guidiamo fuori dal parcheggio con l'esercito che ci dice di girare a destra.

Alla prossima puntata!

Sunday, March 25, 2012

Oups!


My dear ones, in the past, when I suggested you to visit my blogs, I wrote one of them wrong.
The blog whatsintheoven.blogspot.com is actually a blog about cooking, but not mine.
I have promised to write a page about recipes, as well as it would be great to publish yours, but the correct name of my blog is whatsintheoventoday.blogspot.com.
From now on you will find the correct link so in case you have been a bit confused in the past, I hope to see you soon on my blogs!

Take care,

Francesco

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Friday, March 23, 2012

Integrazione 2.0 meno 1

Vi ricordate dell'integrazione 2.0?? Beh per chi non l'avesse letto su Twitter, ho cantato vittoria troppo presto.
Sono uscito dal paesaggio e diventato Mario...

Thursday, March 22, 2012

Rassegna stampa della settimana

Settimana frizzante nella stampa danese...inchieste a sfondo sanitario/sociale, minareti, prospettive per i giovani...e molto altro ancora. Sí lo so che doveva esssere una rassegna stampa giornaliera. Ed in effetti per un po' lo è anche stata. Non ho mai nascosto che era uno strumento per combattere la disoccupazione con la creatività. Poi ho trovato un lavoro temp (come si usa dire dove non si dice precario) e quindi cerco di aggiornarla quando posso...tipo la rassegna stampa della settimana...

Read more at...http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/03/la-pazzia-la-moschea-e-la-selezione.html

Wednesday, March 21, 2012

e alla fine...

...doveva succedere...
...it had to happen...

According to a report prepared by Transparency International Danmark and published in January 2012, the country's legislative structure has legislative loopholes which would allow big anonymous contribution to political parties. Who would want to give a lot of money to a party and remain anonymous? Good question.

In Denmark, campaign contributions over DKK 20,000 (approximately EUR 3,000) must be made public, although the actual amount may not be disclosed. However, the law does not cover, for example, a large number of donations within the limits, to many local branches or departments of the same party. Adding all contributions, the total amount could be far over DKK 20,000.

Poul Riiskjær Mogensen, chairman of Transparency International Denmark, said at the presentation: “We rely on politicians to act in the public interest, especially when they have to make difficult decisions in hard economic times. As long as the role of money in politics remains shrouded in secrecy, politicians are inviting speculation and mistrust among the public. Our study shows that Denmark’s civil service, justice system and other public officials are held to account. In many ways this makes us the envy of the world in corruption terms. Why should politicians be the exception?”

Far from being a call for anti-political sentiment, this report grounds its warning on the very human nature. Danmark is a nation where the index of perceived corruption is among the lowest in the world. I am personally under the impression that the corruption index is so low because people do not conceive why somebody elected to pursue the common good would pursue his/her own. It comes with the sense of community that Danish institutions at all level work very hard to create and maintain. However some may think that in love and war (and politics...) everything is allowed. Maybe just one time...Corruption is changing fast. There can be no control on individual intentions; however, it must be the regulators' duty to set up stringent rules and controls so that Denmark keeps actual corruption down.

Monday, March 19, 2012

My dear readers


My dear readers,

I must confess that reaching nearly 300 visits in two weeks is of great satisfaction, although I must admit that the title might have misled some of you.
"What's in the oven" was a metaphorical voyage in what is going on here and now, in my little life in this little cone of land called Viborg. Why calling it like a cuisine blog? The idea came after I listened to Tori Amos' "Bakes Baker" and the idea of a deus ex machina who's baking our life got the best of me.

Anyways, like I said I cannot ignore that some of you (let's face it, most of you :) ) came here with the illusion of having something to cook for tonight's dinner. Okay then, how could I want not to hear my readers?
So, here is news: a page for cooking! This time, for real! Write me your recipe, how you could conquer your beloved one, how you could make him/her happy, how to save your night when you invited people for dinner when you were drunk. Cooking for all occasions!

Moreover (my boss hated when I said "moreover") i want to stay faithful to the official idea of this blog. What is cooking in the oven of your life? So here's the kitchen for you? A page where you can publish your stories, short tales, incipit of novels, anything really!

So this blog needs you, now more than before. Do you have a recipe? Do you have a story or a tale, and you want to publish part of it, or all of it? Write me at whatsintheoven@hotmail.com!!!

Have a nice cooking!

Yours "blogly",
Francesco

Integrazione 2.0

In principio non mi passavano la palla.
Poi, dopo che mi sono lanciato nel fango in scivolata per prendere palle già perse, mi sono guadagnato il loro rispetto. Cosicché mi passavano la palla con un grido, chiedendomi a lato come mi chiamo.
Francesco divenne Francisco, pronunciato Fransisco. Qualcuno diceva Fransesco.
Poi, un giorno, su un contropiede, l'ala destra mi grida "Frantz!".
Frantz.
Oltre a darmi un aspetto più marziale, quando ti danno un  nome locale sta a significare che sono parte del paesaggio.
Aggancio completato.
Fase 2 iniziata.

Lesione 3: singolare e plurale

Potrà sembrare facile ai più, ed in effetti non è, almeno per una volta, difficile. O quasi.

Come in tante lingue, anche il danese ha singolare e plurale: si chiamano ental e flertal, rispettivamente (e letteralmente significano un numero e più numeri).



La maggioranza dei sostantivi per fare il plurale aggiunge -r o -er alla fine del nome. Alcuni aggiungono solo -e.
Esempi:
un giorno: en dag -> dage (-e)
una settimana: en uge-> uger (-r)
un mese: en måned-> måneder (-er)
Se siete curiosi di sapere come si fa il plurale di anno (år)...beh non si fa. Rimane år.

SÍ perché alcuni nomi hanno solo il plurale o solo il singolare.

Solo singolare

Sono quei nomi che  secondo la logica danese non si possono contare.
Ed infatti non vogliono nemmeno l'articolo en/et davanti.

Esempi: tøj (vestiti), kød (carne), mel (farina), vand (acqua), hår (capelli), sand (sabbia), luft (aria), kærlighed (amore).
Quindi si può dire per esempio: jeg drikker aldrig vand (io non bevo mai acqua - anche in danese come in inglese, la negazione è una sola, la doppia negazione cambia il senso della frase).

Solo plurale 

Generalmente sono tutte quei sostantivi che rappresentano cose che vanno in coppia o che non sono separabili. Per esempio, i pantaloni (bukser), i soldi (penge), gli occhiali (briller).
Anche se sono già al plurale, questi nomi possono sempre "pluralizzare", anche se non cambiano.
Per esempio, un paio di pantaloni = et par bukser (letteralmente, un paio calzoni).

Naturalmente ci sono un sacco di parole che sono irregolari quando passano dall'ental al flertal...ma questa è un'altra storia...

Preso nota? Siete diventati curiosi di sapere quanti ental e quanti flertal incontrerete nella vostra giornata? allora come sempre compitini per tutti: il solito giornale sul treno, la solita pubblicità, prendete 5-10 parole e cercate come fanno il plurale, se lo fanno, o se forse fanno solo il singolare....

Alla prossima...lesione!
Francesco


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Sunday, March 18, 2012

Lesione 2 - gli articoli

Definito o indefinito? Bestemt eller ubestemt?

so che vi avevo promesso un salto verso la differenza tra definito ed indefinito, ma forse sarebbe un passo più lungo della gamba...allora (ri-)cominciamo dagli articoli, che verranno utili in seguito.

Come in italiano, anche in danese, un sostantivo può avere un articolo definito.
Nella lesione 1 abbiamo visto come i sostantivi danesi si dividono in due gruppi: n-ord e t-ord.

La divisione dipende, appunto, dagli articoli.

Gli articoli indefiniti sono en e et: et hus (una casa), en lejlighed (un appartamento). Come in italiano
Gli articoli definiti sono den (n-ord) e det (t-ord).
Al plurale, c'è solo un articolo per n-ord e t-ord: de.

Attenzione! Questa è la prima difficoltà concettuale da superare per noi neofiti! Non en/et non identificano il genere come in italiano o in inglese, ma semplicemente il fatto che una parola sia n-ord o t-ord, e quindi come "declinare" sostantivo ed aggettivi nella forma definita e nel plurale.

Per esempio: una casa vecchia è et gammelt hus, un'auto gialla è en guden bil. Ma questo lo vedremo in seguito.

Compitini: guardatevi attorno e cercate negli annunci, negli adesivi per strada, nella vostra bolletta della luce, articoli definiti ed indefiniti per n-ord e t-ord.

Fatemi sapere come è andata commentando a questo post!

E soprattutto ricordiamoci: una lingua, per saperla, bisogna usarla...

Alla prossima bat-puntata!

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Friday, March 16, 2012

È proprio vero...Giro countdown

Forse sarà esagerato dire che Herning si sta tingendo di rosa...ma le biciclette rosa sono dappertutto (legate al palo, non si sa mai che un ubriacone prenda una bici rosa senza copertoni con il sellino sfasciato...)
Tutti al Giro!

a proposito di vejleder...


Mi dimenticavo di raccontare come ho prenotato un appuntamento con il vejleder...

Vado al Jobcenter con il mio CPR-nummer ed il mio CV in danese, tanta pazienza e buona volontà, che fa bel tempo. Per chi non ci fosse stato, il Jobcenter a Viborg è incorporato agli uffici comunali: c'è una grande hall, dove lungo le ampie scale sono stati messi dei cuscini, cosicchè le scale diventano posti di attesa a sedere.
Bello, ingegnoso, ti senti a contatto con gli impiegati comunali che ti strusciano contro sulle scale.

Mi accoglie una signora di mezza età dall'aria simpatica e sorridente, occhiali tondi.

io "salve, mi sono appena trasferito a Viborg e sono disoccupato"
lei "parli bene danese. come possiamo aiutarti?"
vi ricordate il post precedente, riguardo ai danesi che ti chiedono le stesse cose over and over and over again? io mi guardo attorno: sono un disoccupato al jobcenter...almeno sono nel posto giusto.
io "beh sono disoccupato, e vorrei vedere il vejleder"
lei "capisco..." chiama una sua collega "salve, come possiamo aiutarti?"
io "mi sono appena trasferito a Viborg e sono disoccupato, e vorrei vedere il vejleder"
lei "parli bene danese. hai il CPR?" glielo porgo e prende nota "hai un numero di telefono?" glielo dico e prende nota e poi..."e di cosa vuoi parlare al vejleder?"

mi guardo attorno ancora: sono al jobcenter, ormai mezzo ufficio sa che sono disoccupato e vorrei vedere il consulente del lavoro. Di cosa gli vorrò mai parlare? dei numeri del lotto? del campionato del Parma? Per un attimo aspetto che lei faccia la prima mossa e sorrida. Poi invece nulla traspare dal suo viso.
Mi ricompongo.

io "beh vorrei avere dei consigli su some cercare impiego" 
lei prende nota e poi "oggi il vejleder è ammalato" uno solo per comune? mi chiedo io "poi va in vacanza, ma ti può chiamare quando torna?"

Era il 4 marzo 2012...
alla prossima puntata!

Wednesday, March 14, 2012

Telefonata con il sindacato danese...aspettando il vejleder

Peccato che qui a Viborg non ci sia nessuna torre come quella del ponte Carlo a Praga...

Comunque, di ritorno da Praga...
...questa settimana dovrei avere un colloquio con il vejleder per vedere di tirare fuori qualcosa dal mio cv. dico dovrei, perchè sono andato a parlare al job center due settimane fa, ma il vejleder era malato, e poi sarebbe andato opportunamente in ferie. (Dove l'ho già sentita? Ah si, quando scoprono finti malati in Italia...).

Ma andiamo con ordine. Cos'è un vejleder? 
Letteralmente può essere tradotto come conduttore (leder=leader) della via (vej). In pratica, è un consulente  del mercato del lavoro che guarda il tuo CV e ti aiuta a cercare lavoro nell'ambito dove il tuo CV è più forte.  In cosa consista di preciso non lo so, perchè il mio vejleder latita da tre settimane (sarà ancora malato? o in vacanza?), ma immagino possa imbottire il CV di alcune keywords che sono particolarmente appetibili per i recruiters, oltre a suggerire alcune imprese con le quali il comune è in contatto. 

È un servizio gratuito offerto a tutti coloro che sono registrati in Danimarca, ed hanno ottenuto il famoso CPR-nummer. Basta recarsi al Jobcenter del comune di residenza.
Oltre a questo, ci sono anche vari servizi di mentoring di volontariato, che sono rivolti specialmente a neo-laureati ed aiutano nella compilazione del CV e nell'identificare le proprie forze e debolezze.

Requisiti? Un CV in danese ed un buon livello di danese (per questo vi rimando ad un altro blog lezionididanese.blogspot.com). Ed un po' di pazienza, come per tutte le cose qui.

La decisione di contattare un vejleder mi è venunta dopo avere avuto una chiamata dal mio sindacato. In realtà sono stati piuttosto carini a chiamarmi dicendo "possiamo fare qualcosa per aiutare la tua carriera?". La nostra conversazione è andata più o meno così:
Io "beh sono disoccupato...potreste magari dirmi come faccio a trovare lavoro?"
Sindacato: "con piacere. Che livello di istruzione hai?"
Io "un Candidat (laurea magistrale, ndr) in studi europei"
S--cominciano i problemi "ahi, non è una laurea molto forte qui. L´hai fatta in Danimarca?"
Io "no, in Italia, ma ho studiato un anno in Finlandia ed uno in Spagna"
S "eh ma qui l'indirizzo di studi conta molto...almeno tu l'avessi fatta in Danimarca, potresti lavorare nel pubblico qui..."
Io "alla faccia dell'Unione Europea. Mi scusi per non averci pensato prima, 15 anni fa quando ho cominciato l'università..."
S "e che esperienza hai?" 
Io "ho fatto analista e project manager per una multinazionale americana di servizi finanziari"
S "Senza studi in finanza?"
Io "No"
S "Il problema è che qui vogliono gli studi in finanza per lavorare nel settore finanziario"
Io "Dalle mia parti si dice che conta piú la pratica...comunque, io parlo sei lingue, un lavoro nelle vendite?"
S "hai un'educazione in vendita?"
Questo è il bello di parlare con i danesi, a volte, che sono innocenti, ti rifanno le stesse domande una due tre quattro cinque volte.
io "no, in scienze politiche"
S "allora niente"
io "ma allora per vendere in Italia, prendono uno con esperienza di vendite che ha studiato tre mesi di italiano..."
S "purtroppo le cose stanno cosí"...tipica frase danese..."ma noi organizziamo dei corsi. sono un po´cari ma te li puoi pagare con il sussidio"
Io "veramente non ho un sussidio"
S "ah...prova ad andare dal vejleder del tuo comune"
io "capisco, beh, qualcos'altro, prima che vada a suicidarmi?"
S -- improvvisamente agitata" sta scherzando vero?"
io "beh, mi ha appena detto che i miei studi, le mie lingue, e la mia esperienza...cioè la mia vita, non conta niente perchè qui le cose stanno così...veda un po'. Comunque stavo scherzando".
S "meno male se hai bisogno di qualcosa..."
Io "non si preoccupi, prima di tirarmi dalla finestra la chiamo"

Come andrà con il vejleder???? restate sintonizzati su questo blog per scoprirlo!

Monday, March 12, 2012

Prague Day 2


Going at Bernardo’s office for lunch, I walked through what I think is one of the city’s best streets: Vinoradska, but more on that later.

Starting from the metro station Mustek, very central, I walked up Vaclavste namesti until the national museum and then, with the main railway station on my left, I waited a second before taking up Vinoradska.
I looked down, from the national museum along the avenue that eventually flows into Na Prikope. No wonder that Russians thought the national museum to be Parliament, and therefore surrounded it with tanks when they invaded the country in 1968. The national museum is not only magnificent, it dominates the town, whose eyes can’t help looking at it.

Then I walked down a passage underground, which communicated the sidewalks at opposite sides of the Museum metro stop. There smells like pizza and kebab and bakery and underground. It is incredibly lively, with students buying snacks on their way home, workers buying something to fry on a pan, employees having something to eat and a chat.
I remember in Parma, we used to have one of those, by the remains of the Roman bridge under Piazza della Ghiaia. When I was a child, I remember it was full of lights, underground, with a bar and a shoe store. I remember I used to ask myself how could a bridge stand under another bridge. It was by the underground market, with a preponderant smell of cheese. I have not been there under for a while, perhaps because last time I went, there was no store left.

Like I was saying, I repute Vinoradska one of the bests in town, because it has the splendor of Prague, without the touristic touch of the centre. The result is a truly authentic street: old people passing from the baker to the butcher with the bags of their daily shopping, mixed up with the new middle-class symbols, such as night clubs advertising “Russian Ladies Night”, and modern totems such as gay clubs.
It feels as if the “socialist architects” felt that it would be a shame to interrupt the street’s harmony, so the main street of this neighborhood, which ends in to the very graveyard where Kafka is buried, has the character of Prague which fortunately the architectonic real-socialism left nearly untouched, although sometimes they cannot hold a grip and had to leave a mark somehow.


In streets like this, time seems to have past fast. One has to go to side streets in order to get a fairer vision of how time really past: renovated buildings lay aside untouched and needing-renovation ones.