Friday, August 24, 2012

Manuale di sopravvivenza in Danimarca: la disoccupazione (dagpenge)

Ciao a tutti.
Vi scrivo da Bruxelles e quindi niente video per questa settimana, anche se ho promesso un paio di contributi, che non mi sono scordato. Prometto di riparare la settimana prossima con una nuova lezione.
Oggi invece parliamo di lavoro. O meglio, come funziona in Danimarca quando il lavoro, ahimè, si perde.


Come vediamo, la Danimarca sta vivendo una nuova stagione di migrazioni. Non solo di immigrazione, ma anche di emigrazione, come ho scritto in un altro post. Nel gruppo “ufficiale” degli Italiani in Danimarca su Facebook, molti chiedono consigli su come si sta in Danimarca oppure come trovare lavoro, se la lingua è difficile, come è la vita sociale etc. Nella maggioranza dei casi, la scelta cade sulla Danimarca non per il clima piacevole, il buon cibo o la socialità delle persone, quanto per la ricerca di lavoro e di sicurezza sociale.
Premetto che personalmente, credo che nella ricerca di un lavoro conti di più la fortuna (o il caso) piuttosto che il nostro profilo o i suggerimenti che possiamo ricevere, come in tutte le attività che sfuggono al nostro controllo. Einsten lo diceva no? Per il successo di un evento (E), le azioni sulle quali abbiamo influenza (m) contano meno del caso (c al quadrato). Per chi volesse una lettura sul ruolo del caso nelle nostre vite, suggerisco Taleb ed il suo Cigno nero (no, non quello della Portman nel film).

Tuttavia, questo non è un post sul caso. Come dicevo, uno dei motivi per cui molti stanno dirigendosi verso la Danimarca è lo stato sociale: la Danimarca è uno dei paesi al mondo dove una persona può ancora vivere del proprio lavoro, indipendentemente dal lavoro. Nel caso rimanesse disoccupato, comunque non diventerà indigente perché lo stato provvederà alla sua sussistenza.

Ci sono vari modi in cui lo stato danese interviene. Parlerò del kontanthjælp (aiuto contante) e della folkpension (la “pensione del popolo”) in prossimi posts. Qui vorrei invece soffermarmi su quello che probabilmente più interessa chi sta attualmente lavorando o cercando un impiego in Danimarca, il dagpenge (letteralmente, moneta quotidiana), cioè: come avere diritto alla disoccupazione in Danimarca. Il post è un po' lungo (sorry) e per questo ho cercato di suddividerlo in domande, un sorta di FAQ.

Come fare per ottenere dagpenge?
Contrariamente a quanto si pensa, la Danimarca non ha alcun sussidio pubblico di disoccupazione. Esistono le A-kasser (da arbajde kasse, la cassa del lavoro): un'assicurazione facoltativa, variabile a seconda della A-kasse alla quale ci si iscrive (attorno a 50 € al mese), che provvede a pagare un sussidio di assicurazione pari ad una percentuale del salario (dipende dal salario) per un massimo di due anni. Basta digitare “A-kasse Danmark” su Google ed appariranno molti siti dove si confrontano prezzi e servizi. Il sussidio di disoccupazione è versato sotto forma di un ammontare che l'assicurato, disoccupato, riceve ogni giorno (da cui, dagpenge). Questa foto in internet lo spiega piuttosto bene.


A quali condizioni?
Il disoccupato non è semplicemente inattivo, ma è pagato per cercare lavoro a tempo pieno. Questo include l'invio di un numero di CV alla settimana, ed almeno un login alla settimana nel sito della A-kasse. La condizione principale è la residenza: per ottenere dagpenge si deve essere residenti in Danimarca, oltre naturalmente ad avere un CPR (conditio sine qua non). Ogni viaggio od uscita dalla Danimarca durante i giorni lavorativi deve essere comunicata alla A-Kasse che provvede a sospendere il pagamento per quei giorni. Inoltre, leggere sotto, è necessario avere lavorato un minimo di ore.

Quando?
Per avere diritto al dagpenge, l'assicurato deve avere lavorato almeno 1924 ore su tre anni. Attenzione: ai fini della A-kasse, le ore di lavoro vengono calcolate a partire da quando si è iscritti alla A-kasse: non vale lavorare 2500 ore, perdere il lavoro e poi iscriversi. In questo caso il computo delle ore per la A-kasse è zero.

Quanto?
Il dagpenge dipende se il lavoro contro la cui perdita ci si è assicurati è full-time o part-time (lo si dichiara al momento di iscriversi e la quota da pagare è diversa). Comunque, può essere fino a 17.073 corone al mese.

Quindi consiglio vivamente di iscriversi ad una A-kasse non appena si inizia un lavoro, full-time o part-time che sia, per non rischiare di lavorare per niente. L'iscrizione ed un lavoro per almeno 1924 ore (un anno full-time) qualsiasi danno accesso ad una buona disoccupazione per 2 anni, che permette di vivere dignitosamente mentre si cerca un altro lavoro oppure si cerca di cambiare la propria vita, per esempio fondando la propria impresa (anche di questo parlerò in seguito) Alcune sono anche un sindacato che dopo un certo numero di mesi di iscrizione paga anche eventuali spese legali per problemi sul lavoro.

Mi dispiace di avere scritto forse troppo, ma spero sia servito, non vedo l'ora di ricevere i vostri commenti sul blog nel caso abbia tralasciato qualcosa od abbiate domande!

Take care,
Francesco

Tuesday, August 14, 2012

Sopravvivenza quotidiana: cos'è udansk?


Ciao a tutti. 

Niente video per oggi, ma volevo condividere con voi una cosa di cui abbiamo parlato con alcuni amici non danesi, proprio come me. Si tratta di una parola che può spaventare e che può essere utile da conoscere per la sopravvivenza quotidiana in Danimarca. Viene tradotta come anti-danese, ma in realtà vuol dire inconsueto, inappropriato, non-come-dovrebbe-essere o non-si-è-mai-visto. Cos'è? Udansk. 

Forse avrete visto molte parole in danese che iniziano con la lettera U. A parte uddannelse (educazione), in quasi tutte le altre parole la U iniziale serve come negazione (come uhyggeligt = che fa paura).

Come sappiamo, la cultura danese fa spesso coincidere cultura patria e casa, soprattutto quando deve definire qualcosa in negativo. qualcosa di non-si-è-mai-visto-qui è udansk ma non ha connotati religiosi/patriottici/nazionalisti. Insultare le vecchiette è udansk, in italia diremmo "non s'è mai visto".

Per esempio, se digitiamo udansk in Google, il primo risultato delle immagini è una foto del leader di SF (ed attuale ministro) Villy Søvndal, che disse nel 2009 che un'azione di polizia (un'incursione notturna di sgombero in una chiesa occupata da richiedenti asilo) era udansk. Insomma, è come dire ”non ci appartiene, non fa parte del nostro bagaglio culturale”.
Søvndal: Udansk aktion - 1

Confesso che la prima volta che ho sentito da una persona che si lamentava il termine udansk, anche io sono balzato sulla sedia. Tuttavia è un'espressione e non deve spaventare, non scordiamoci che la Danimarca è/era molto omogenea culturalmente: patria, cultura, nazione concidono.

Quindi possiamo ben immaginarci come per un anziano il consueto sia danese, l'inconsueto sia non danese, ossia udansk. Mentre alcuni semplicemente non sanno come definirlo altrimenti e per altri può suonare po' old fashion, per altri è un'espressione che racchiude tanti significati in uno e risponde anche ad uno dei criteri della lingua danese: la praticità.

Buon (u)dansk a tutti.

Take care,

Francesco



Monday, August 13, 2012

Le presentazioni in danese

Ri-benvenuti nel magico mondo del danese per tutti (tutti gli italiani almeno). Come potete vedere dai contenuti, sono fermo da qualche mese. Sono stato moltissimo occupatissimo e poi in ferie.
Poi potrete vedere anche un'altra cosa, e cioè che questo blog o piccolo sito ha un formato nuovo, piú interattivo. Ossia, da oggi le lezioni (o lesioni) di danese saranno in video, mentre il testo del video sarà a seguire cosí che possiate leggere anche come si scrive. Cercherò di restare attorno ai due minuti per video, cosí che possa essere flessibile. Spero che sia un buon compromesso, fatemi sapere cosa ve ne pare commentando su questo post!

Partiamo dall'inizio, cioè dalle presentazioni. Innanzitutto scusate la pettinatura ma siamo a lunedí ed è duro per tutti. Comunque, quando due persone si incontrano per la prima volta di persona in Danimarca, c'è un rituale. Innanzitutto la stretta di mano forte o per lo meno ferma, lo sguardo fisso negli occhi e la conversazione va più o meno cosí.
A - "Hej, hvad hedder du?"
B - "Jeg hedder Francesco, hvad hedder du?"
A- "Jeg hedder Jonas (un nome qualsiasi), det glæder mig at møde dig".

Purtroppo questa è una di quelle espressioni che bisogna conoscere. Comunque possiamo vedere alcune cose che ci verranno utili in seguito.
1. Il fonema d: la lettera d dell'alfabeto si dice "de" ma si pronuncia d nel danese parlato. Non non vergognatevi di tirare fuori la lingua un po', almeno i primi tempi, per farvi capire bene e per prendere confidenza. Il danese ha molti piú fonemi dell'italiano e il d è fondamentale, anche se fa ridere.
2. L'espressione "det glæder mig" è traducibile come "mi fa piacere", in inglese per esempio c'è un aggettivo glad per dire felice.Si può usare in molte occasioni. Per esempio, se consigliate un ristorante ad un amico e poi ne è contento, allora potete dire "det glæder mig".

Spero che sia rimasto abbastanza corto e che possa essere di aiuto. Fatemi sapere cosa ne pensate!

Vi ses! (Ci vediamo...un'altra espressione da imparare a memoria :) )
Francesco



Thursday, June 7, 2012

Lezione n.5 - Il conto in banca in Danimarca: è davvero così facile?


Hej drenger og piger,
Ciao ragazzi e ragazze,

Riprendono le lezioni di danese con un caso pratico di sopravvivenza, 100% danese come la carne di maiale o le patate.
Se ti arriva a casa un foglio in danese dove l'unica parola che capisci è Konto, il primo istinto è quello di non firmare nulla. E ci mancherebbe. Se poi sopra c'è scritto anche SKAT, allora è meglio darci una seconda occhiata.

SKAT. Parola misteriosa ed ambigua che identifica il concetto di tesoro in ogni sfaccettatura. Vuol dire sia tasse (tesoro materiale) che amore (tesoro spirituale). Gli innamorati appiccicosi si chiamano skat tra di loro. I genitori chiamano skat i loro figli. Con la burocrazia c'è una relazione diversa: “Vuoi un caffè, skat?” “No, grazie. Mi accontento di farti pagare la macchina il doppio che a casa tua”.
Ma torniamo a bomba. Cioè alla lettera. Vedi la parola Konto ed a ben vedere segue un'altra parola. Nem, che vuol dire facile. Cos'è il Nem Konto? Vuol dire letteralmente "Facil-Conto". È una sorta di benvenuto nella burocrazia danese, che per la verità è piuttosto snella.

Il nem Konto è un conto corrente, il tuo conto corrente, quello ufficiale, è quello che scegli tu come conto corrente per i versamenti dagli enti pubblici: Ufficio tasse, comune, A-kasse ecc. E' dove vengono versati per esempio, i sussidi familiari o i rimborsi per le tasse. Già perché le dichiarazioni delle tasse, i vari 730, 740 etc., qui non si fanno. Te li fa Skat. E poi ti manda una lettera dicendo “Congratulazioni, questo è il tuo rimborso”. Ve lo dicevo che era snella.

Puoi avere diversi conti correnti, ma hai solo un nem Konto ed è necessario comunicarlo entro il primo anno di residenza. E' stato istituito per facilitare la vita non per complicarla...non è una società privata, è lo stato. Da quando una persona si registra (quindi entra in possesso del mitologico numero CPR e della carta gialla, la “gud kort”), si suppone che abbia almeno un conto corrente danese su cui depositare ogni entrata.

In un gioco dell'oca burocratico, per aprire un conto occorre essere registrati (avere il CPR). Comunque, meglio informarsi in banca perché alcune banche mandano avanti le pratiche perché sanno che la registrazione può durare mesi. A me, per esempio, tardò tre mesi, continuavano a dire che i miei documenti non gli arrivavano, finché non andai personalmente in ufficio, controllai lo schermo insieme all'impiegato e...meraviglia! Ero registrato da 2 mesi...

Comunque sia, il nem Konto è davvero facile. Non per niente il motto è “Dal pubblico al tuo conto”. Certo, è, che incrociando un paio di numeri (il CPR ed il nem Konto), ogni cittadino viene messo a nudo, il che suona un po' come il Grande Fratello. O come il vicino che non si vede mai in giro ma che sta sempre a spiare da dietro la porta socchiusa.

Alla prossima "lesione".
Francesco

Maggiori informazioni:

Sito del nem Konto: www.nemkonto.dk

Se hai il NemID si può andare sul sito: http://www.nemkonto.dk/da/Borger/Spoergsmaal-og-svar/Kan-jeg-aendre-min-NemKonto e qui puoi cambiare scegliendo login for selvbetjening

Tuesday, June 5, 2012

BE UP!


Nel forno c'è qualcosa di bello, preparato da Italiani a Bruxelles. Un pomeriggio tre amici Emiliano-Romagnoli hanno deciso che dovevano fare qualcosa ed hanno organizzato un evento a Bruxelles per raccogliere fondi da destinare alle aree colpite dal terremoto, hanno creato una pagina Facebook, un blog, un twitter ed hanno ricevuto tante adesioni da parte di artisti soprattutto italiani, che con Bruxelles hanno un legame speciale data la grande comunità italiana locale.

Ci saranno concerti ma soprattutto tanta tanta gente, e per questo servirà tanta tanta gente per ogni cosa: bar, servizio d'ordine, audio, pulizie...insomma ci sarà bisogno di volontari per tutta l'organizzazione dato che la priorità è raccogliere quanti più fondi possibili.

Se a questo aggiungiamo che Bruxelles è bellissima in Luglio...ANDIAMO???

Tuesday, May 8, 2012

È primavera!!!


È primavera! E cosa fanno i danesi quando è primavera? Si spogliano pur di esporre ogni centimetro di pelle al sole? Si, ma non solo. Bevono anche per strada e non solo chiusi in casa? Si, ma non solo. In primavera, i veri danesi rifanno il look al giardino e/o ne approfittano per rinnovare parte della casa. A me sono toccate entrambe le cose.
La parte della casa che ho contribuito a distruggere (da vero eroe moderno, preparando il rinnovamento...) era una veranda che abbiamo scoperto essersi retta per anni su di fondamenta sghembe, livellate con fogli di pubblicità (tipo le offerte della settimana) pressati uno contro l'altro. Alla faccia della qualità made in Denmark...
Ma andiamo con ordine. Come buon danese, il primo e piú importante attrezzo della vita quotidiana è un buon trailer, un rimorchietto che di solito viene usato per andare in Germania e caricarci alcol a basso prezzo.


Dopo viene la parte divertente, cioè la distruzione della struttura in legno ormai marcio, che viene giù che è un piacere.

Naturalmente, è un lavoro da uomini duri, con muscoli e cervello, come il marcantonio della foto.

Il trailer poi viene progressivamente riempito e portato alla discarica.

Ora vorrei sfatare un mito. I danesi non riciclano. Sono tutte bufale. Se fuori dai condomini di Copenhagen vedete ogni tanto due/tre cassonetti separati, dovete sapere che era un progetto pilota per la separazione dei rifiuti, ora sospeso. Se poi ve lo vendono come “alla fine aprono tutti i sacchetti e fanno lo scanner del codice a barre uno a uno e poi lo mettono nel cassonetto giusto”, dovete sapere che il motivo per cui il progetto era sospeso era che un giornalista aveva scoperto che poi mettevano tutto insieme (senza scansionare uno per uno)...Ogni buon danese butta tutto insieme (a parte il vetro) nello stesso sacchetto, tipicamente sotto il lavandino.

Dicevamo che il trailer viene portato alla discarica (che in danese si dice affald). Cioè, ad uno spiazzo a cielo aperto dove (lì sì) diversi materiali vengono messi in diversi containers (sabbia, pietre da costruzione, metallo, carta, strumenti elettronici). 

Si può sia depositare che prendere, il che lo trovo piuttosto hippy e mi piace. “La pietra scartata dai costruttori è diventata pietra d'angolo”, no? E a chi non piacerebbe essere quella pietra? E comunque, svelti, che le anche i containers sono a cielo aperto...

In fondo, la Danimarca è solo il paese con probabilmente la più alta concentrazione si pale eoliche per abitante.

Perchè dovrebbe tirare vento?
Un abbraccio a tutti e...riciclate!
Francesco

Sunday, April 29, 2012

Rassegna Stampa: allons enfants de la patrie!

Anche questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Scusate le due settimane di assenza ma tra la ripresa del lavoro dopo Pasqua e la lotta con Google per gli Ads, i giorni sono volati. Sì perchè Google mi ha scritto dicendo che si registravano attività sospette sul mio account. In buone parole, qualcuno lo cliccava spesso. Orrore! Che poi gli tocca pagare!! Ci sono migliaia di bloggers che scrivono “cliccate sui miei Ads che non vi costa niente ed a me permettono di tenere in vita il sito”, che è espressamente proibito, ma naturalmente vanno a prendere me magari perchè qualche amico mio ha visto gli ads e sapendo di farmi un piacere li ha cliccati (no, non è stata mia madre). Comunque sia, odio Google e spero che presto venga assorbito da Yahoo. Comunque, mi sono appuntato ad alcuni programmi per avere nuovi banners e voila. Ho già detto che odio Google? Ma questa non era la notizia principale delle ultime – uh! Come vola il tempo – due settimane.

Notizia della settimana: ci sono state le elezioni presidenziali in Francia. E a noi cosa ci importa? Non viviamo in Danimarca? Beh ve l'avevo detto che era una rassegna stampa un po' speciale...e comunque alla finela Danimarca c'entra sempre (non sarete voi di quelli che pensano che è importante solo quello che succede in Danimarca, no?). Perchè la Francia, si sa, è un laboratorio di movimenti sociali in Europa.

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/allons-enfants-de-la-patrie.html

Monday, April 16, 2012

Rassegna Stampa della settimana

Questa settimana sarà una rassegna stampa un po' speciale. Sono tornato a Parma per Pasqua ed ho trovato  questo libro con titolo che ho trovato profetico che mi ha dato l'idea per un nuovo post. Stavo passeggiando per le vie centrali di Viborg (due, e quindi meritano il plurale), quando mi sono imbattutto in una bancarella di libri...

http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/04/what-am-i-doing-here.html

Thursday, April 12, 2012

Sopra la panca la capra...

...beh non so voi, ma io non mi ricordo mai cosa fa la capra, se campa o se crepa, e soprattutto dove.

Ma...(incredibile ma vero, era l'introduzione)...so dove balleranno le mucche e quando!
Forse anche a voi sarà capitato di recente di bere del buon latte danese e di vedere questa immagine sul cartone, che dice "Vieni a vedere le mucche che ballano!" (PS per chi avesse voglia di imparare il danese, c'è sempre il mio blog lezionididanese.blogspot.com)
Comunque, "Settembre andiamo, è tempo di migrar", chi non se lo ricorda? Eh si perché le mucche a settembre e vengono portate al chiuso per passare l'inverno al caldo.
Poi quando la stagione migliore arriva anche qui, prima o poi e con moooolta pazienza vengono lasciate libere di scorrazzare nei prati per tutta la stagione estiva.
Insomma, come reagiremmo noi se potessimo uscire dopo sei mesi di galera? Non so voi, ma io probabilmente come una mucca dopo sei mesi in una stalla.
Eh si perchè le mucche hanno una gran voglia di sgranchirsi le gambe o per per meglio dire..."ballano"! E visto che la Danimarca è un paese per famiglie, il tutto si è trasformato in un evento per famiglie. Ogni anno, in occasione dell'apertura della stalla, tante famiglie ma non solo si riuniscono sui prati delle fattorie e guardano le mucche ballare. (In forndo, è una giornata all'aria aperta e per quanto mi riguarda, è da un po' che non vedo niente ti così rurale, e la cosa mi manca. Le caprette che andavo a trovare quando avevo cinque anni sull'argine della Parma con i miei nonni non ci sono più da almeno 25 anni...)

Come essere sicuri di non mancare?
Arla Food, il gigante danese del latte e derivati, apre le porte delle proprie fattorie ecologiche per quello che si chiama l'Arla Økodag e quest'anno cade il 22 Aprile.

Come fare per vedere le mucche che ballano? 
Niente di più semplice. Prendere il vestito della festa, possibilmente bianco e...nooooo! Andate sul sito di Arla, cercate la fattoria più vicna a voi, cercare nell'armadio o chiedete ai vicini se hanno vestiti da buttare via o magari vi possono prestare qualche vestito che loro stessi hanno usato per in queste occasioni e...sperate di avere il raffreddore!

Buona giornata delle mucche danzanti a tutti!

Francesco




Saturday, April 7, 2012

La Pasqua non ferma le notizie...


Per chi sta seguendo le mie disavventure alla ricerca di un lavoro in Danimarca: no, il jobcenter non mi ha chiamato. Ho anche provato a chiamare ma la signorina mi ha detto “beh evidentemente avranno perso il post it con il tuo numero o il tuo nome”...evidentemente.
Ora si spiegano le notizie che appaiono su alcuni giornali locali: il 97% di coloro che trovano un impiego...lo trovano con il jobcenter? Taaaa! Errore! Lo trovano fuori dal jobcenter! I nostri super compagni di Metro hanno fatto un'altra indagine di frontiera. Sono andati in Syddanmark (che comprende sia Sønderjylland che Fyn) ed hanno scoperto che solo il 3% trova lavoro tramite il jobcenter. Osservatori internazionali segnalano containers carichi di post it con nomi e numeri di disoccupati che prendono il mare da Esbjerg. Almeno non sono il solo...
Leggi la rassegna stampa danese della settimana su: http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.it/2012/04/mal-comune-mezzo.html

Buona Pasqua a tutti!
Francesco

Monday, April 2, 2012

Lesione 4: bestemt e ubestemt

Ri-benvenuti nel fantastico mondo del danese per tutti.
Lo so che ci stiamo mettendo un po' troppo tempo, la vita frenetica di tutti i giorni vorrebbe un corso online, anche se mini come questo, più adatto alle sue esigenze. Prometto di fare il possibile per pubblicare più di una volta a settimana. Nel frattempo, non esitate a lasciare domande nello spazio per i commenti sotto ogni post, farò il possibile per rispondere in modo sensato ed a tempo.

Detto questo, come promesso oggi parliamo di bestemt e ubestemt.
Parentesi: cosa significa bestemt/ubestemt? Lo traduciamo come definito, ma vuole anche dire deciso. 
Stemme significa voce o anche voto. Quanti si ricordano quel reality show (o alla danese, sjov) dal titolo "Voice - Danmarks største stemme" La voce (stemme) più grande (in questo caso, migliore, o all'inglese greatest)? Comunque sia, vi capiterà spesso di incontrare parole che iniziano con be-. È il caso di tutti i verbi che derivano da sostantivi, come appunto bestemme, che vuol dire votare o decidere. Il danese usa moltissimo i sostantivi per farne dei verbi o anche sostantivi composti con preposizioni per fare dei nuovi sostantivi. Per esempio esibire è opvise (vise=mostrare) o espressione è udtryk (letteralmente "fuori tirare").
Chiusa parentesi.

Quello che abbiamo visto sinora erano forme ubestemt, indefinite: en bil, et hus etc.. Le usiamo quando si parla di una macchina o una casa qualsiasi, indefinita appunto.
Quando sappiamo benissimo di quale macchina o casa parliamo, allora la forma diventa bestemt, definita: bilen, huset cioè la macchina, la casa.

Cosa succede con il plurale? Buona domanda. En-ord ed et-ord si ripappacificano ed il plurale diventa un unico -ne, o -ene... o -e, come nell'esempio qui sotto. Sfortunatamente non ci sono regole precise e molto dipende da come "suona". Sì, sembra strano da dire, ma anche il danese ha una sua musicalità.



E cosa succede quando passiamo dal ubestemt al bestemt, con un aggettivo??
Ubestemt: l'aggettivo si coniuga con l'articolo e il nome rimane invariato (lezione 3). Cioè: en stor bil, et gammelt hus.
Bestemt: facilissimo! l'articolo si prende tutto. Come dire: la vita è più semplice se usi più decisione. (è curioso che invece gli ambienti di lavoro danesi con tempi più lenti di decision-making e con il più alto numero di riunioni a livello europeo...ma questa è un'altra storia).



Allora, adesso i compiti come al solito. Cerchiamo per questa settimana di riconoscere nei giornali mattutini o nelle pubblicità o dove vi pare, una decina di parole bestemt...oppure riconoscere che sono ubestemt e cercare di fare il bestemt.

Buona settimana danese a tutti!


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Tuesday, March 27, 2012

Gooooool!!!

Non voglio alimentare stereotipi, ma il calcio danese è davvero scarso. Io non sono un campione, ma mi piace cullarmi nell'illusione che se mi allenassi due volte al giorno per dieci anni, tre passaggi di fila riuscirei a farli. Invece forse la pressione per la partita (dimenticavo: FC Midtjylland contro gli arci-rivali di Århus, un derby ospita 8.555 paganti )...ma di quei suddetti tre passaggi in fila non c'è traccia.
Lo stadio di Herning è un piccolo gioiello come l'arena di Herning per i concerti (tipo Lady Gaga)...comincio a non stupirmi che il Giro parta da qui. Anche se devo ammettere che ci ho pensato un secondo prima di entrare: noi siamo entrati un po' in ritardo, e non trovavamo nessuna porta aperta, allora chiediamo al chiosco di salsiccie, e viene uno ad aprirci con la chiave! Dal minuto 1 al minuto 90, le porte dello stadio sono chiuse a chiave!!! Nel caso si debba scappare per davvero...paté di tifoso per tutti!

A parte la qualità del gioco (ma vabbè, è serie B danese, e poi tutti possono avere una brutta giornata), la serata è gradevole e fresca, senza contare che sono entrato a sbafo grazie a biglietti messi a disposizione di un sindacato. No, non dello stesso sindacato che mi ha chiamato...La gente attorno a me mangia e beve, beve e mangia, esce ed entra dalle sue file più volte durante la partita...roba che nemmeno al cinema (eh beh, almeno al cinema ci sarebbe qualcosa da vedere, mentre sembra ormai sentimento diffuso che stasera è magra...).

Mi sento quasi a casa quando vedo la squadra ospite confinata in un angolo di gradinata con tanto di recinzione "all'italiana" e che sfoggia uno striscione "Sudare per la causa". Però! Sfoggiano anche una certa dose di sarcasmo quando inneggiano ad un giocatore in panchina, che si chiama Osama (povero...) e gli dedicano cori "Osama, la bomba di Århus". Qualcuno potrebbe dire "certo, ti senti a casa perchè anche il Parma gioca male". Molto divertente.

Comunque...la recinzione per il settore ospite! ed io pensavo che fossero stadi all'inglese con solo stewards, tanto non ce n'è bisogno, questi sono persone civili...ed invece gli ospiti sono messi in gabbia come da noi, ed hanno gli autobus che li aspettano fuori...come da noi.

E dire che non ho visto gente incazzarsi o tirare calci ad un seggiolino, solo qualche bicchiere di plastica in campo, ma non ha mai ammazzato nessuno. La partita finisce 0-2 per la squadra ospite, gli arci-rivali di Arhus, che iniziano le ostilità verso il minuto 85 applaudendo ironicamente i tifosi del FCM che se ne vanno in anticipo.

Usciamo. Mi aspetto fuori un cordone di sorveglianza della polizia per evitare scontri tra tifoserie...ed invece niente, la polizia è assente, e l'esercito viene messo a dirigere il traffico all'uscita dei parcheggi! Cioè, li tieni nel recinto perchè possono essere pericolosi, però fuori facciano un po' quello che vogliono...ed infatti gruppi di ubriachi vengono a contatto nei parcheggi "ma come c***o hai parcheggiato" "Ooooohhhh", scendono, vola il primo spintone e poi tutto si calma come per magia alla prima lacrimuccia o al primo "mi hai fatto male" e allora abbracci e foto ricordo...

Guidiamo fuori dal parcheggio con l'esercito che ci dice di girare a destra.

Alla prossima puntata!

Sunday, March 25, 2012

Oups!


My dear ones, in the past, when I suggested you to visit my blogs, I wrote one of them wrong.
The blog whatsintheoven.blogspot.com is actually a blog about cooking, but not mine.
I have promised to write a page about recipes, as well as it would be great to publish yours, but the correct name of my blog is whatsintheoventoday.blogspot.com.
From now on you will find the correct link so in case you have been a bit confused in the past, I hope to see you soon on my blogs!

Take care,

Francesco

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Friday, March 23, 2012

Integrazione 2.0 meno 1

Vi ricordate dell'integrazione 2.0?? Beh per chi non l'avesse letto su Twitter, ho cantato vittoria troppo presto.
Sono uscito dal paesaggio e diventato Mario...

Thursday, March 22, 2012

Rassegna stampa della settimana

Settimana frizzante nella stampa danese...inchieste a sfondo sanitario/sociale, minareti, prospettive per i giovani...e molto altro ancora. Sí lo so che doveva esssere una rassegna stampa giornaliera. Ed in effetti per un po' lo è anche stata. Non ho mai nascosto che era uno strumento per combattere la disoccupazione con la creatività. Poi ho trovato un lavoro temp (come si usa dire dove non si dice precario) e quindi cerco di aggiornarla quando posso...tipo la rassegna stampa della settimana...

Read more at...http://rassegnastampadelgiorno.blogspot.com/2012/03/la-pazzia-la-moschea-e-la-selezione.html

Wednesday, March 21, 2012

e alla fine...

...doveva succedere...
...it had to happen...

According to a report prepared by Transparency International Danmark and published in January 2012, the country's legislative structure has legislative loopholes which would allow big anonymous contribution to political parties. Who would want to give a lot of money to a party and remain anonymous? Good question.

In Denmark, campaign contributions over DKK 20,000 (approximately EUR 3,000) must be made public, although the actual amount may not be disclosed. However, the law does not cover, for example, a large number of donations within the limits, to many local branches or departments of the same party. Adding all contributions, the total amount could be far over DKK 20,000.

Poul Riiskjær Mogensen, chairman of Transparency International Denmark, said at the presentation: “We rely on politicians to act in the public interest, especially when they have to make difficult decisions in hard economic times. As long as the role of money in politics remains shrouded in secrecy, politicians are inviting speculation and mistrust among the public. Our study shows that Denmark’s civil service, justice system and other public officials are held to account. In many ways this makes us the envy of the world in corruption terms. Why should politicians be the exception?”

Far from being a call for anti-political sentiment, this report grounds its warning on the very human nature. Danmark is a nation where the index of perceived corruption is among the lowest in the world. I am personally under the impression that the corruption index is so low because people do not conceive why somebody elected to pursue the common good would pursue his/her own. It comes with the sense of community that Danish institutions at all level work very hard to create and maintain. However some may think that in love and war (and politics...) everything is allowed. Maybe just one time...Corruption is changing fast. There can be no control on individual intentions; however, it must be the regulators' duty to set up stringent rules and controls so that Denmark keeps actual corruption down.

Monday, March 19, 2012

My dear readers


My dear readers,

I must confess that reaching nearly 300 visits in two weeks is of great satisfaction, although I must admit that the title might have misled some of you.
"What's in the oven" was a metaphorical voyage in what is going on here and now, in my little life in this little cone of land called Viborg. Why calling it like a cuisine blog? The idea came after I listened to Tori Amos' "Bakes Baker" and the idea of a deus ex machina who's baking our life got the best of me.

Anyways, like I said I cannot ignore that some of you (let's face it, most of you :) ) came here with the illusion of having something to cook for tonight's dinner. Okay then, how could I want not to hear my readers?
So, here is news: a page for cooking! This time, for real! Write me your recipe, how you could conquer your beloved one, how you could make him/her happy, how to save your night when you invited people for dinner when you were drunk. Cooking for all occasions!

Moreover (my boss hated when I said "moreover") i want to stay faithful to the official idea of this blog. What is cooking in the oven of your life? So here's the kitchen for you? A page where you can publish your stories, short tales, incipit of novels, anything really!

So this blog needs you, now more than before. Do you have a recipe? Do you have a story or a tale, and you want to publish part of it, or all of it? Write me at whatsintheoven@hotmail.com!!!

Have a nice cooking!

Yours "blogly",
Francesco

Integrazione 2.0

In principio non mi passavano la palla.
Poi, dopo che mi sono lanciato nel fango in scivolata per prendere palle già perse, mi sono guadagnato il loro rispetto. Cosicché mi passavano la palla con un grido, chiedendomi a lato come mi chiamo.
Francesco divenne Francisco, pronunciato Fransisco. Qualcuno diceva Fransesco.
Poi, un giorno, su un contropiede, l'ala destra mi grida "Frantz!".
Frantz.
Oltre a darmi un aspetto più marziale, quando ti danno un  nome locale sta a significare che sono parte del paesaggio.
Aggancio completato.
Fase 2 iniziata.

Lesione 3: singolare e plurale

Potrà sembrare facile ai più, ed in effetti non è, almeno per una volta, difficile. O quasi.

Come in tante lingue, anche il danese ha singolare e plurale: si chiamano ental e flertal, rispettivamente (e letteralmente significano un numero e più numeri).



La maggioranza dei sostantivi per fare il plurale aggiunge -r o -er alla fine del nome. Alcuni aggiungono solo -e.
Esempi:
un giorno: en dag -> dage (-e)
una settimana: en uge-> uger (-r)
un mese: en måned-> måneder (-er)
Se siete curiosi di sapere come si fa il plurale di anno (år)...beh non si fa. Rimane år.

SÍ perché alcuni nomi hanno solo il plurale o solo il singolare.

Solo singolare

Sono quei nomi che  secondo la logica danese non si possono contare.
Ed infatti non vogliono nemmeno l'articolo en/et davanti.

Esempi: tøj (vestiti), kød (carne), mel (farina), vand (acqua), hår (capelli), sand (sabbia), luft (aria), kærlighed (amore).
Quindi si può dire per esempio: jeg drikker aldrig vand (io non bevo mai acqua - anche in danese come in inglese, la negazione è una sola, la doppia negazione cambia il senso della frase).

Solo plurale 

Generalmente sono tutte quei sostantivi che rappresentano cose che vanno in coppia o che non sono separabili. Per esempio, i pantaloni (bukser), i soldi (penge), gli occhiali (briller).
Anche se sono già al plurale, questi nomi possono sempre "pluralizzare", anche se non cambiano.
Per esempio, un paio di pantaloni = et par bukser (letteralmente, un paio calzoni).

Naturalmente ci sono un sacco di parole che sono irregolari quando passano dall'ental al flertal...ma questa è un'altra storia...

Preso nota? Siete diventati curiosi di sapere quanti ental e quanti flertal incontrerete nella vostra giornata? allora come sempre compitini per tutti: il solito giornale sul treno, la solita pubblicità, prendete 5-10 parole e cercate come fanno il plurale, se lo fanno, o se forse fanno solo il singolare....

Alla prossima...lesione!
Francesco


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